Quali prodotti finanziari riescono a battere l’inflazione?

Di , scritto il 14 Settembre 2012

Ieri l’ISTAT ha comunicato che nel nostro paese l’inflazione ha toccato il 3,2% su base annua. Un livello molto alto, che non è semplice riuscire a battere con un investimento finanziario a basso rischio.

Dopo le mosse della BCE e l’accettazione europea dello scudo antispread, il rendimento dei nostri titoli di Stato sta scendendo rapidamente. Questa è un’ottima notizia per le finanze pubbliche, ma significa che per gli investitori sarà più difficile incassare un rendimento positivo (al netto delle imposte), soprattutto se si parla di BOT con scadenze a breve termine.

In realtà, quando si parla di inflazione bisogna tenere presente un fatto: la cifra indicata del 3,2% è calcolata sulla base dei mesi passati, mentre i rendimenti di un investimento vanno calcolati sul futuro. Secondo le stime, l’inflazione italiana nel 2013 scenderà gradualmente verso l’1,7%. E al momento è spinta al rialzo soltanto dal prezzo del petrolio, non certo dalla crescita dei consumi o dal costo del lavoro.

In pratica, comunque, per essere certi di battere l’inflazione, bisogna optare per prodotti con tassi di rendimento lordo superiore al 4%, che si trovano ad esempio nei BTP con scadenza nell’agosto 2018 e ovviamente nei successi – sempre che, in qualità di piccoli risparmiatori, non si abbiano problemi di liquidità in vista e che si sia disposti ad allungare le scadenze. Per quanto concerne invece il trading a breve termine, come si dice tra addetti ai lavori “la parte lunga della curva dei rendimenti rimane appetibile”.

Diverso il discorso per i BTP Italia, i cui rendimenti sono allineati all’inflazione italiana.

Dei corporate bond abbiamo già parlato in termini generali. In questo ambito la prudenza è d’obbligo, anche se è vero che i titoli a due anni di alcune banche italiane hanno ancora rendimenti superiori all’inflazione.

Per il momento è ancora maggiore dell’inflazione il rendimento dei conti di deposito vincolati (cliccando sul link avrete maggiori dettagli). Il trend potrebbe essere al ribasso in futuro, ma non a livelli preoccupanti perché le banche hanno estremo bisogno di liquidità e quindi sono costrette a offrire rendimenti allettanti.



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