Accordo raggiunto sulla vigilanza bancaria in Europa: vantaggi anche per i cittadini

Di , scritto il 14 Dicembre 2012

Un’area finanziaria integrata come l’Unione Europea ha assolutamente bisogno di un sistema di vigilanza bancaria unitario e non nazionale come è stato finora – che adotti interventi standard e non difformi l’uno dall’altro. Ieri è stato fatto un timido passo avanti in questa direzione. I negoziati della riforma sono stati lunghissimi, ma ora i 27 paesi dell’Unione hanno deciso che spetterà alla BCE il potere di monitorare gli istituti di credito più importanti, quelli con un giro d’affari di almeno 30 miliardi di euro oppure banche con attivi meno vistosi ma importanti nei paesi più piccoli. L’accordo, che dovrà essere approvato dal Parlamento europeo nel mese di marzo ha quindi portato alla nascita della vigilanza unica per le grandi banche europee.

L’intesa è solo un compromesso perché per ora la supervisione diretta della BCE riguarderà al massimo 200 colossi del credito sui circa 6000 esistenti – che comunque sono proprio quelli capaci di fare fallire gli stati. Le altre banche continueranno a essere sorvegliate dagli istituti nazionali come Bankitalia. Tra le banche italiane controllate dall’Eurotower rientreranno sicuramente Unicredit, Intesa SanPaolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Ubi Banca e forse altre tre o quattro.

Il risultato delle trattative non era scontato e si tratta comunque di una prima importante cessione di sovranità a favore dell’Europa in un settore cruciale come quello bancario, che ha l’obiettivo di spezzare il legame tra le condizioni delle banche e quello degli stati sovrani. Le prassi di vigilanza carenti in paesi come la Grecia e la Spagna sono state infatti responsabili del rapido peggioramento delle condizioni di finanza pubblica – che poi come sappiamo hanno contagiato altre economie e sistemi bancari.

Potremmo definirlo un primo mattone dell’Unione bancaria europea, sicuramente un segnale che l’Europa è più unita e i cittadini sono più tutelati: i fallimenti delle banche sono sempre ricaduti sui contribuenti. Con questi criteri, ad esempio, il 90% delle banche spagnole finiscono sotto la vigilanza BCE e questo è un bene. Anche per l’Italia il nuovo sistema avrà risvolti positivi, poiché richiederà alle banche vigilate una più alta patrimonializzazione che si tradurrà in più prestiti alle imprese e alle famiglie.

Dopo l’approvazione da parte del Parlamento Europeo si passerà all’attivazione entro il 1 gennaio 2014. Poi per l’Unione bancaria si dovrebbe provvedere al rafforzamento dei fondi nazionali di risoluzione e infine al sistema combinato per la protezione dei depositi.



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