Conti deposito: come sfuggire al super-bollo

Di , scritto il 15 Gennaio 2013

Dal 1° gennaio scorso l’imposta di bollo è diventata più cara del 50% su vari prodotti finanziari tra cui i conti di deposito, passando dallo 0,10% allo 0,15%. Non indifferente l’erosione dei rendimenti: praticamente, 1,50 euro su ogni 1000 euro depositati nel salvadanaio elettronico con un minimo di 34,20 e senza limiti superiori (fino all’anno scorso la cifra massima prelevabile per imposta era pari a 1200 euro).

Comunque c’è già chi ha trovato qualche modo per evitare il nuovo balzello: poiché l’imposta di bollo non è applicata ai conti correnti secondo le nuove modalità progressive, ma per qualsiasi saldo resta fissa a 34,20 euro. Perciò, se un cliente ne trova uno di quelli detti “ad alta remunerazione” (ovvero con tassi di interesse che si aggirano intorno al 3% l’anno), la convenienza è indubbia. Attenzione, però, deve trattarsi di conti correnti ordinari, senza vincoli alla liquidità (tassi di interesse speciali per denaro tenuto fermo per 12 mesi, 24 mesi ecc.), in caso contrario si ricade nella stessa tassazione dei conti deposito.

Un’altra strada percorribile è quella di contrattare con la banca un tasso di interesse maggiore del normale sul conto corrente ordinario (questo è possibile e il conto in questione godrà dell’esenzione dall’imposta progressiva).

In passato erano molti gli istituti di credito che si facevano carico dell’imposta di bollo, ma ora questo privilegio è in via di sparizione. A chi cerca un conto deposito conviene perciò dare per assodato il pagamento dell’imposta di bollo, ma scegliere con oculatezza l’offerta migliore per quanto riguarda gli interessi offerti, perché la forbice tra le offerte attuali può arrivare anche all’1% ed è in continuo cambiamento.

 

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