Scade la polizza vita: meglio scegliere il vitalizio o ritirare il capitale?

Di , scritto il 16 Marzo 2011

Le polizze vita sono una delle numerose soluzioni offerte dal mercato assicurativo per garantire una “vecchiaia più serena”, ovvero un avvenire previdenziale aggiuntivo a quello della pensione. Dopo 20, 25, 30, 35 anni di versamenti del premio in base al contratto inizialmente stipulato, giunge finalmente il momento della scadenza: quello in cui bisogna decidere se optare per una rendita vitalizia oppure se ritirare il capitale maturato. Nel primo caso, la compagnia assicurativa verserà una somma prestabilita per tutto il tempo in cui l’assicurato sarà in vita. Nel secondo caso, invece, si riscuote l’intero importo accumulato dalla polizza.

Come scegliere? A nostro avviso conviene optare per il vitalizio quando il suo godimento inizia relativamente presto: dai 45 ai 60 anni. Con l’aspettativa di vita media attuale intorno agli 80 anni, ciò significa poter contare su un’entrata regolare e garantita – anche se forse non altissima – a integrazione delle altre entrate.

Conviene invece ritirare il capitale se l’assicurato sa esattamente come impiegare il denaro, cioè se ha bisogno (o ne avrà a breve) di quel denaro liquido per affrontare una spesa importante e non desidera richiedere un prestito su cui pagare degli interessi. Oppure se ha in progetto di reinvestire la somma su un prodotto che sicuramente renderà ogni anno almeno qualche euro in più di quanto ricaverebbe dal vitalizio.

I consulenti assicurativi di solito consigliano di ritirare tutta la somma accumulata. E solitamente aggiungono il consiglio di re-investire il denaro in un altro dei loro prodotti. Ovviamente, fanno il loro mestiere, devono tenere vivo il flusso delle loro commissioni e non sono da biasimare. Ma ognuno deve fare i conti nelle proprie tasche.

Al di là di tutto, vogliamo sottolineare il fatto che è raccomandabile stipulare questo tipo di polizza (o comunque nei fondi pensione) il più giovani possibile. E, una volta giunti a scadenza, come abbiamo già sottolineato in questo articolo, non dimenticarsi di reclamare il denaro entro due anni, per non perderlo interamente.



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