Economia circolare, cos’è e quali benefici potrebbe portare

Di , scritto il 16 Maggio 2016

Economia circolareL’economia circolare non è affatto un modello economico nuovo eppure di recente è tornato all’attenzione degli economisti per via di benefici che potrebbe apportare al sistema economico europeo, aumentando redditi e produttività.

Per economia circolare si intende un sistema ideato dalla rivoluzione industriale, a cavallo tra Settecento e Ottocento, in grado di autorigenerarsi. Secondo la definizione classica, l’economia circolare è un modello “green”, basato su due flussi ovvero quello biologico, in grado di essere reintegrato nella biosfera, e quello tecnico, destinato ad essere rivalorizzato senza entrare nella biosfera.

Secondo tale visione dell’economia, il sistema dovrebbe funzionare come un organismo vivente, in cui le risorse sono utilizzate o elaborate e reimmesse in circolo. In tale visione non esistono dunque rifiuti, ma tutto può trovare una nuova vita. Ovviamente in una visione verde dell’economia le risorse energetiche non possono non derivare da fonti rinnovabili.

Economia circolare tra utopia, realtà e necessità
Molti potrebbero pensare che l’economia circolare sia un’utopia ma, considerando le sempre minori risorse a disposizione rappresenta in realtà una necessità impellente. Differentemente alla concezione comune, non si basa tanto sull’ottenimento del massimo risultato con il minimo utilizzo di risorse, quanto sul fare di più sfruttando quello che è già a nostra disposizione, ovvero riutilizzando i “rifiuti” che eccedono.

I docenti universitari Mark Esposito, Terence Tse e Khaled Soufani, all’intero dell’Harvard Business Review, spiegano proprio tutti i benefici che potrebbe apportare l’applicazione dell’economia circolare al mondo moderno.

Il capitale naturale esistente si sta esaurendo e, nonostante le moderne tecniche di fertilizzazione e di irrigazione, colture che fino a poco fa erano facilmente reperibili stanno diventando un bene di lusso. Anche le risorse minerarie scarseggiano e questo comporta un netto incremento dei costi di estrazione. Di fronte a questo panorama catastrofico è dunque impensabile continuare a crescere come specie continuando a godere di un’elevata qualità della vita senza cambiare il nostro modo di fare le cose, cambiamento possibile adottando i principi suggeriti dall’economia circolare.

Sembra che anche l’Unione Europea si sia accorta delle potenzialità offerte da tale modello economico. A dimostrazione ci sono le ultime scelte suggerite dal vicepresidente Katainen, che sembrano muoversi davvero a favore di una rivoluzione in termini di economia circolare. La creazione di reti d’impresa, di condivisione di conoscenze così come di risorse economiche va in questa direzione. Nella comparazione di prestiti e finanziamenti grazie a questo tipo di economia, potrebbero apparire non solo gli istituti bancari che si contendono il mercato a suon di ribassi ai tassi d’interesse come si può notare su SosTariffe.it, ma anche semplici aziende in grado di sostenerne altre. Il prestito in questo caso riprenderebbe la sua connotazione più “fraterna”.

Quali sono i benefici economici dell’economia circolare
Secondo gli ultimi studi condotti, l’utilizzo del sistema economico circolare in Europa potrebbe risollevare la produttività di almeno 3 punti percentuali. Secondo lo studio intitolato Growth within: a circular economy vision for a competitive Europe, realizzato dal McKinsey Center for Business and Environment in collaborazione con la Ellen MacArthur Foundation e il Sun, l’economia circolare sarebbe molto utile anche nel ridurre i costi di produzione, il vero tasto dolente dell’economia europea. Gli esperti quantificano tale risparmio in 1.800 miliardi di euro l’anno raggiungibili entro il 2030.

Di conseguenza si potrebbe ottenere un Pil incrementato di ben 7 punti ed una notevole crescita dei livelli di occupazione. Anche il reddito risentirebbe positivamente di tale ondata di benessere, con incrementi quantificati intorno all’11%.

Purtroppo negli anni l’economia lineare ha generato un quantitativo incredibile di rifiuti, traducibili in termini economici come spreco abnorme di risorse. Al momento l’economia circolare sembrerebbe l’unica strada percorribile per cercare di sanare la situazione e consentire anche alle generazioni future di avere una vita qualitativamente elevata.



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