Sale l’inflazione in Cina: è un bene o un male?

Di , scritto il 16 Giugno 2011

Da due o tre decenni a questa parte noi consumatori occidentali siamo stati abituati ad avere accesso a una quantità sterminata di prodotti: abbigliamento, accessori, giocattoli, gadget, hi-tech, prodotti per la famiglia di ogni tipo. Tutto Made in China o, probabilmente per ingannare i meno colti, Made in RPC o Made in PRC E’ anche grazie alla produzione cinese a basso costo che finora il livello di inflazione nel mondo è stato mantenuto relativamente basso. Ma questa situazione potrebbe finire nel giro di pochi anni. Infatti, ora l’inflazione in Cina ha rialzato la testa e si avvicina ormai al 6%. Con lo sviluppo del benessere, il costo della manodopera cinese è aumentato vertiginosamente, in alcune zone anche del 30% solo nell’ultimo anno. Se i prodotti cinesi saranno in futuro più costosi, le principali conseguenze per l’Occidente sarebbero queste:

* una ripresa dell’inflazione con conseguenze indubbiamente negative;
ma anche
* una riduzione significativa delle importazioni di merci dalla Cina, con un parziale riequilibrio del disavanzo commerciale tra Occidente e Cina;
* l’apertura di nuovi spazi di competitività per le imprese manifatturiere, quelle italiane in particolare.

Insomma, se finisce l’era delle t-shirt vendute a 3 euro, potrebbe anche rivelarsi un bene.



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