“Il paradosso dell’euro” di Lorenzo Bini Smaghi

Di , scritto il 16 Settembre 2008

Bini SmaghiSolo qualche giorno fa è uscito per i tipi di Rizzoli un testo dal titolo intrigante: Il paradosso dell’euro. Luci e ombre dieci anni dopo. Ci sembra una segnalazione importante per l’autorevolezza dello scrittore, Lorenzo Bini Smaghi, italiano ai vertici della Banca centrale europea.

Nel libro Bini Smaghi parla in realtà non di un solo paradosso, ma di molti. Per esempio, da un lato l’orgoglio comune a tutti i cittadini europei di avere una moneta unica, dall’altro lato la paura che l’euro sia fin troppo globale, troppo forte.
Un altro paradosso è quello del cambiamento di opinione nei confronti dell’euro. Dice Bini Smaghi: Solo la metà degli europei ritiene che l’euro sia un vantaggio e in Italia la percentuale è più bassa, il 40%, la metà rispetto a dieci anni fa. Il banchiere centrale ribatte colpo su colpo: se non ci fosse l’euro la speculazione sarebbe dilagante in Europa, con le conseguenze che vediamo succedere in questi giorni in America.
Si attribuisce all’euro l’aumento dei prezzi e la scarsa o inesistente crescita economica, ma in realtà le difficoltà di oggi sono dovute ad altri problemi della nostra economia, ben diversi da quelli del passato. L’euro è una grande opportunità e in realtà ci sta proteggendo in questa fare di estrema instabilità.
La tesi di Bini Smaghi, esposta in modo molto lucido, è che prendersela con l’euro è come dare la colpa all’arbitro o alle condizioni del campo per giustificare una sconfitta. Fa comodo, perché così si possono eludere i veri problemi e sfuggire alla responsabilità individuale e collettiva.

Un libro caldamente consigliato, per vederci più chiaro non solo sulla nostra condizione economica, ma anche su quali scelte dovrebbero fare imprenditori e commercianti, ovvero come ci si può rimboccare le maniche nel secondo decennio dell’euro, quello che Bini Smaghi auspica che sia il decennio della «responsabilità» e non della critica.


4 commenti su ““Il paradosso dell’euro” di Lorenzo Bini Smaghi”
  1. Johnny ha detto:

    Ciao Lorenzo, ti ricordi di me?
    Abbiamo fatto il militare insieme a Lucca.
    Mi piacerebbe mettermi in contatto con te per un saluto.
    Un abbraccio Johnny Locchi

  2. Alessandro Carmignotto ha detto:

    Peccato che i “Signori” Banchieri dimentichino sempre di parlare del SIGNORAGGIO, sia primario che secondario, con cui gestiscono le nostre vite costringendoci a lavorare per pagare loro, che dimentichino di dire che il denaro che ci “prestano” non esiste ma su cui loro si fanno pagare anche gli interessi, riducendo in tal modo in schiavitù interi Stati – tra cui anche l’Italia, defraudata della sua sovranità per il solo profitto di questi “galantuomini” che hanno realizzato in pieno il concetto di “bispensiero” di orwelliana memoria…E’ ORA DI FINIRLA, DI LIBERARCI DALLE CATENE DI QUESTI TIRANNI E DI RICORDARCI CHE IL TIRANNICIDIO NON E’ PUNIBILE PER LEGGE! AL ROGO TRICHET, BINI SMAGHI, CIAMPI, FAZIO, VISCO, PRODI E DRAGHI, AFFAMATORI E GUERRAFONDAI PER PROFITTO LORO!!!

  3. […] E’ il concetto espresso dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, durante la presentazione del libro “Il paradosso dell’euro”. […]

  4. cebolla ha detto:

    Del grande scrittore umoristico Lorenzo Bini Smaghi consiglio piuttosto, L’euro, Il mulino, Bologna 1998.
    Il libro, una delle più grandi opere umoristiche – ahimè, poco conosciuta – di questi ultimi dieci anni, descrive le virtù taumaturgiche della magica moneta che estirperà definiti vamente il cancro dell’inflazione.
    Quest’altro libro non l’ho letto, però mi pare di capire che il galantuomo abbia utilizzato stavolta uno stile più svergognato e volutamente impreciso però non meno umoristico.
    Infatti la battuta sull’arbitro è davvero degna di Marcello Marchesi.
    Lo so, spiegare una battuta a chi non ha riso, risulta inelegante e inefficace: per creare l’effetto comico, l’autore volutamente non dice che quando la partita è truccata in partenza, nemmeno l’arbitro più casalingo può sbarrare il passo alla sconfitta.
    La madre dei cretini è sempre incinta, ma i padri dell’euro sono sempre più bugiardi.


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