Bond governativi e societari: qual è il mix migliore nella primavera 2013

Di , scritto il 18 Aprile 2013

A partire dal 2006 le obbligazioni aziendali (anche note come corporate bond) hanno dato buone soddisfazioni, con rendimenti mediamente crescenti. Ultimamente però il loro indice ha perso parecchia quota e le prospettive di crescita per l’Eurozona non sono positive nel futuro immediato.

Per questo gli esperti consigliano di scegliere con cautela e pazienza i prodotti giusti. Per l’anno in corso le attese sono di un rendimento minore rispetto all’anno passato. Saranno migliori (anche intorno al 5%) quelli delle obbligazioni a lunga scadenza (almeno 10 anni) conservate fino alla fine senza preoccuparsi delle oscillazioni intermedie. Questi prodotti di investimento hanno dalla loro parte il vantaggio di un flusso cedolare costante che va ad arrotondare le entrate della famiglia. I bond societari da preferire sono quelli delle grandi aziende europee con bilanci ben solidi; sconsigliato varcare i confini dell’Europa per non addentrarsi nel campo minato dei rischi sul cambio. Per quanto riguarda i settori da preferire, citiamo sicuramente quello delle telecomunicazioni, delle banche e delle aziende più solide. In particolare, le obbligazioni bancarie in questo periodo possono arrivare a un rendimento del 5%.

I bond governativi sicurissimi, come i Bund tedeschi, nel migliore dei casi hanno un rendimento di pochissimo superiore allo zero, se non addirittura negativo quando si calcolano le imposte sulle cedole e commissioni per l’intermediario. Non sono comunque pochi i risparmiatori che rinunciano del tutto al rendimento scegliendo la sicurezza.

Ma anche per i paesi come l’Italia che non sono esenti dal rischio, i titoli di Stato di orizzonte medio o lungo possono essere una scelta oculata e conveniente rispetto ai bond societari, che hanno sempre e comunque un grado di liquidità minore. Il mix migliore per l’investitore che possa impegnarsi per 3, 4 o 5 anni è costituito da alcuni bond a cedola fissa, a cui si abbinino dei BTP indicizzati all’inflazione italiana (che è superiore a quella di Eurolandia). Il Btp Italia, ad esempio, non a caso riscuote tanto successo: è un prodotto perfetto per i piccoli cassettisti, ovvero coloro che non comprano per speculare. Pur essendo un bond soggetto come gli altri al rischio di un abbassamento del rating del nostro Paese, l’impatto che subirebbe in questa malaugurata ipotesi sarebbe trascurabile. Un piccolo risparmiatore può permettersi di detenere anche il 20% del suo portafoglio in Btp Italia.

Volendo diversificare il rischio relativo all’emittente potremmo consigliare un 10-15% di obbligazioni societarie e un 25-30% di bond governativi.

Chi invece ha una maggiore propensione al rischio e disponibilità di acquisto tra i 50.000 e i 100.000 euro può optare per strumenti che le agenzie di rating definiscono “speculativi”. Ne parleremo più diffusamente domani, perciò continuate a seguirci.


1 commento su “Bond governativi e societari: qual è il mix migliore nella primavera 2013”
  1. carmela ha detto:

    In questi strumenti a reddito fisso non si perde qualcosa a causa dell’inflazione?


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