Gli errori più comuni tra i risparmiatori in una ricerca di finanza comportamentale della Consob

Di , scritto il 19 Gennaio 2010

La finanza comportamentale è una branca di studi che ricorre a concetti base della psicologia per spiegare le scelte finanziarie degli individui. La materia sta riscuotendo un crescente interesse presso economisti e regolatori del mercato.

E’ fresca di stampa un’interessante ricerca di finanza comportamentale svolta da Nadia Linciano per conto della Consob, che svela quali sono gli errori cognitivi più frequenti negli investimenti dei piccoli risparmiatori, che impediscono loro di ottenere un rendimento ottimale. Li elenchiamo in maniera schematica e necessariamente riduttiva:

* Bassa partecipazione al mercato azionario.

* Errori di percezione del rapporto rischio/rendimento.

* Scarsa diversificazione del portafoglio azionario, sia in termini di settori, sia a livello geografico.

* Preferenza per titoli dai nomi più noti, più vicini alla propria vita (per esempio i titoli dell’azienda per cui si lavora).

* Eccessiva movimentazione del portafoglio ossia: vendita troppo rapida dei titoli con prestazioni positive cui fa da contraltare una ritardata vendita dei titoli in perdita.

* Previsioni esageratamente ottimistiche sull’andamento dei titoli che in un passato recente sono stati in rialzo rispetto all’indice di mercato e, viceversa, previsioni troppo pessimistiche sui titoli con una performance peggiore dell’indice di mercato. In altri termini, viene ignorato l’importante concetto di ‘regressione verso la media’.

Chi volesse approfondire il discorso, su questa pagina si trova l’abstract del Quaderno di Finanza in cui è pubblicata la ricerca, che si conclude sottolineando dell’importanza di educare gli investitori per renderli consapevoli delle principali trappole comportamentali.

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1 commento su “Gli errori più comuni tra i risparmiatori in una ricerca di finanza comportamentale della Consob”
  1. […] La finanza comportamentale studia le ragioni in base a cui gli investitori decidono e causano queste violente fluttuazioni di mercato. Semplificando al massimo, possiamo dire che gli individui in ambito finanziario non prendono le decisioni valutando le alternative possibili in base alla propria propensione al rischio, ma ne selezionano alcune in maniera del tutto arbitraria, facendosi influenzare dal contesto o dalla propria esperienza pregressa o quella che è rimasta loro più impressa in memoria. Tecnicamente si parla di processi mentali e decisioni basati sulle “euristiche” o “distorsioni cognitive”, dove i due aggettivi sono il contrario di “razionali” – seguire il link per trovare alcuni esempi di errori comuni tra i risparmiatori. […]


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