Certificati di investimento e certificati con leva: quali sono le differenze?

Di , scritto il 19 Aprile 2013

In senso generico, con il termine certificati (o certificates) si indicano degli strumenti finanziari derivati che investono su sottostanti come indici, singoli titoli azionari, materie prime, quote in fondi comuni d’investimento ecc. Sono particolarmente scelti dagli operatori nei periodi di incertezza dei mercati come quello attuale. I certificati sono caratterizzati da una vasta gamma di profili di rischio/rendimento, sono scambiati in Italia sul mercato SEDEX e sono suddivisi in due categorie:

* certificati di investimento (investment certificates) – più adatti per gli investimenti conservativi e a medio-lungo termine;
* certificati con leva (leverage certificates) – più consoni a investitori con buona preparazione tecnico-finanziaria operanti con strategie altamente speculative sul breve termine: godono di un effetto “moltiplicatore” dei guadagni a seconda dell’andamento del sottostante, ovvero amplificato di un determinato fattore rispetto a quanto si otterrebbe investendo direttamente nell’attività sottostante. Di solito il fattore moltiplicativo è due, ma alcuni arrivano a quintuplicare i guadagni. I prodotti a leva hanno quasi sempre come sottostante l’indice FTSE Mib, ovvero le grandi capitalizzazioni della Borsa Italiana.

Quali sono le differenze tra i due?
I certificati di investimento sono privi di effetto leva e sono paragonabili in termini di capitale investito e di rischio come un’alternativa a un investimento diretto nel sottostante. Sono ulteriormente suddivisibili in due sottocategorie:
* Sedex classe A, quando si limitano a replicare la performance del sottostante – diventano vantaggiosi quando i sottostanti sono difficili da raggiungere per gli investitori privati (è il caso di indici, valute e futures su beni come petrolio, oro e argento). In questo caso il capitale non è protetto;
* Sedex classe B: mediante l’aggiunta di opzioni a carattere accessorio (per esempio, garanzia del capitale o bonus) consentono di realizzare strategie di investimento più complesse, possibilmente migliori di quelle ottenute dal sottostante stesso.

Certificati di investimento e certificati con leva sono suddivisibili in due categorie:
* di tipo bull: con essi l’investitore assume una posizione rialzista sul sottostante impiegando solo una parte del prezzo di acquisto del certificato. In pratica si acquista il sottostante e simultaneamente si accende un finanziamento con l’emittente per una cifra uguale al valore dello strike price, sulla quale si paga una quota di interessi.
* di tipo bear: con essi l’investitore assume una posizione ribassista sul sottostante. Praticamente si vende il sottostante allo scoperto e simultaneamente si effettua presso l’emittante un deposito (fruttifero o infruttifero) per una cifra uguale al valore dello strike price, per un periodo che coincide con la vita rimanente del certificato.

Per entrambi i tipi di strumenti è presente un livello di stop loss (ovvero di barriera), che è pari o superiore allo strike nel caso di certificati bull – e pari o inferiori allo strike nel caso di certificati bear. Quando lo si raggiunge, lo strumento finanziario si estingue in anticipo: così l’emittente rientra senza rischi dal finanziamento che ha concesso all’investitore.


3 commenti su “Certificati di investimento e certificati con leva: quali sono le differenze?”
  1. […] al trend del mercato beneficiando dell’effetto leva, vi sono delle similarità con i certificati con leva. La differenza principale consiste nel fatto che i certificati a leva, non basati su opzioni, non […]

  2. […] vasto segmento dei certificati di investimento (con e senza leva), due delle categorie preferite dagli investitori sono i bonus e gli express, […]


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