Che cosa pensare dei fondi di investimento biotech

Di , scritto il 19 Giugno 2014

fondi investimento biotecnologieL’ondata di entusiasmo per gli investimenti nelle industrie biotech e farmaceutiche è iniziata nel 2013 e ha visto guadagni decisamente da capogiro: una media +12% nei primi 4 mesi del 2014, +46% nell’ultimo anno solare e +124% di guadagni negli ultimi tre anni. Nessun altro tipo di fondo di investimento ha riservato così tante soddisfazioni agli investitori. La domanda che molti si pongono a questo punto è se questo boom sia giustificato oppure se si tratti soltanto di una bolla speculativa pronta a scoppiare, come avvenne negli anni 1999-2000, dopo il periodo in cui fu pubblicata la prima sequenza del genoma umano.

Va detto che il settore delle biotecnologie si fonda su solidissimi fondamentali: le aziende del settore stanno producendo grande varietà di prodotti e in grandi quantità. Quindi questa sovraperformance non è campata in aria, anzi, sono in cantiere nuovi medicinali (ad esempio per la lotta contro vari tipi di tumore e altre patologie per le quali una notevole svolta è arrivata con scoperte brevettate lo scorso anno, come la sclerosi multipla, l’epatite C, il cancro del pancreas), nonché acquisizioni aziendali che rafforzeranno le industrie più importanti. Si tenga inoltre presente che in occidente l’invecchiamento della popolazione è un fenomeno solo destinato a crescere e per questo motivo lo sviluppo del settore farmaceutico sarà una strada obbligata.

Se rischi e volatilità ci sono, sono legati a crisi della macroeconomia che su un settore poco tradizionale come quello del biotech potrebbero ripercuotersi con oscillazioni più forti. Oppure potrebbero essere causati da fallimenti nei risultati della ricerca sull’efficacia di un determinato farmaco, ma andrebbero a colpire solo una singola azienda o un piccolo settore, non tutto il comparto.

Qualunque consulente finanziario sarà però d’accordo sul fatto che, trattandosi di un ambito complesso, conviene scegliere di investire in un fondo azionario specializzato. Il mercato statunitense è il più solido, ma anche quello europeo sta crescendo di importanza. Molto rischioso per ora addentrarsi nei mercati emergenti, che però nei prossimi anni potrebbero costituire una sfida molto interessante.



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