Banche che chiudono: l’esempio di Clarisbanca

Di , scritto il 19 Novembre 2020
Clarisbanca

Cosa succede al correntista di una Banca quando la stessa chiude?

Nella migliore delle ipotesi la sua situazione viene acquisita da un altro istituto di credito, ma gli strumenti che utilizzava in precedenza non saranno più disponibili.

È quanto è avvenuto con ClarisBanca, il servizio di trading online e di home banking di Veneto Banca e di Banca Apulia.

Una banca che chiude

In passato una banca era, quasi per antonomasia, un’attività redditizia. Le cose nel corso degli ultimi decenni sono molto cambiante, anche a causa dei tassi di interesse oggi bassissimi. Anche solo guardando alla parziale realtà italiana, sono numerose le banche che sono fallite.

In alcuni casi sulla soglia del fallimento il singolo istituto di credito è stato “salvato” da cordate di investitori, ma purtroppo non è sempre così. Per quanto riguarda Banca Apulia e Veneto Banca i due istituti sono falliti ed è stata decretata la liquidazione coatta amministrativa.

Cosa succede ai conti correnti?

Chi possiede un conto corrente, un conto deposito o un servizio di investimenti presso una banca che fallisce non deve preoccuparsi; o almeno, può non farlo se i suoi averi in custodia alla banca non superano il valore di 100.000 euro.

Al di sotto di questa cifra infatti esiste una completa tutela, stabilita dai servizi interbancari a livello europeo. Di fatto però molto spesso durante una liquidazione amministrativa i rapporti non sono liquidati, ma ceduti a un altro istituto di credito.

Questo è proprio ciò che è accaduto alle due banche sopra citate, i cui correntisti sono stati “spostati” su Banca Intesa San Paolo. In pratica si ha ancora il proprio conto corrente, con i fondi, i titoli e gli altri rapporti precedentemente presenti; solo che si trova presso un’altra banca.

Come usare clarisBanca

Visto che ClarisBanca era un servizio dipendente dall’avere un conto corrente presso Veneto Banca o Banca Apulia, il fallimento dei due istituti di credito ha decretato la “morte” del servizio stesso.

Chi utilizzava questo tipo di servizio dovrà “accontentarsi” di ciò che offre Banca Intesa, in termini di home banking e di trading online. Questo non solo per quanto riguarda il servizio in sé, ma anche per tutto ciò che è correlato a costi, modalità di accesso, possibilità di gestione fondi o investimenti.

Dove trovo il mio conto?

Il passaggio da una banca ad un’altra non avviene in modo del tutto automatico. Nel senso che chi aveva un qualsiasi tipo di rapporto finanziario con Veneto Banca o con Banca Apulia ora non si trova ad avere il medesimo rapporto anche con Banca Intesa.

Deve invece contattare questo istituto di credito, per valutare cosa decide di fare in futuro. Questo perché è di fatto necessario stipulare nuovi contratti, che saranno da firmare dopo averne presa visione.

Chi subentra in un rapporto finanziario in questa maniera non può infatti arrogarsi il diritto di mantenere i clienti, senza che intercorra alcun tipo di cambiamento a livello contrattuale.

I servizi di BancaIntesa

In ogni caso anche BancaIntesa offre servizi di home banking evoluti, sicuri e facili da utilizzare. Chi lo desidera può quindi valutare la proposta commerciale di questo istituto di credito e mantenere il proprio conto corrente, o altro tipo di rapporto finanziario, presso questa banca.

Sono varie le condizioni che possono mutare, come ad esempio la presenza di eventuali costi fissi da saldare per il servizio utilizzato, o anche la disponibilità di servizi di trading di tipologia differente rispetto a quelli preseti su ClarisBanca.

Nel caso in cui tali proposte non risultino di gradimento del singolo correntista, può decidere di non firmare il contratto con la nuova banca e di ritirare quanto possedeva sul precedente conto.


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