Tipologie di rischio negli investimenti obbligazionari

Di , scritto il 20 Aprile 2015

rischioNel settore finanziario, oltre al rischio generico (o rischio sistemico, ovvero non eliminabile, perché dipendente dalle fluttuazioni del mercato) per ogni asset class valgono componenti di rischio specifico diverse, legate al singolo titolo. Per quanto riguarda le obbligazioni, quelle principali sono quattro, che riassumeremo brevemente e con parole semplici.

Rischio emittente: indica la capacità della società che emette l’obbligazione di corrispondere/liquidare gli interessi e di restituire il capitale alla scadenza. Quando l’emittente non è in grado di farlo, si definisce insolvente. Le agenzie di rating come Moody’s e Standars&Poor’s operano proprio per offrire delle valutazioni sul merito di credito di un determinato emittente.

Rischio duration: la duration è la durata finanziaria di un titolo, ovvero la sua vita residua (espressa in anni o giorni) ponderata con il flusso di cedole che pagherà in futuro e costituisce un criterio per misurare il rischio delle obbligazioni. Maggiore è la duration, maggiore è la volatilità e dunque anche il rischio che la sua quotazione oscilli nel tempo. I bond tasso variabile e i titoli di Stato tendono a variare poco di valore nel tempo, ovvero hanno volatilità ridotta – e quindi duration bassa. Le obbligazioni a tasso fisso (quelle in cui la cedola rimane identica anche se muta l’andamento dei tassi) hanno maggiore volatilità e duration più elevata.

Rischio di cambio: è quello che deriva dall’investimento in valute estere, che può generare sia un apprezzamento che un deprezzamento dell’investimento obbligazionario, ne abbiamo già parlato diffusamente.

Rischio Paese: è legato all’andamento dell’economia dello stato che ha emesso i bond. Citare l’Argentina per il passato o lo spettro della bancarotta per la Grecia è sufficiente per chiarire di cosa si tratta.

Mentre il rischio generico non può essere evitato, è invece possibile contrastare gli effetti del rischio specifico ricorrendo alla diversificazione, che produce un bilanciamento nel portafoglio, impedendolo di legarlo interamente all’andamento di una sola obbligazione. Oppure ricorrendo a investimenti su fondi obbligazionari, che riescono spesso a minimizzare gli effetti negativi delle perdite. Torneremo a parlarne.


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