Nelle grandi città si registra una deflazione, trend pericoloso

Di , scritto il 20 Luglio 2009

DeflazioneDa parti di molte istituzioni internazionali si sottolinea l’inizio di una congiuntura economica ‘favorevole’. Molti altri esperti di economia sono invece assai più cauti e parlano di una stabilizzazione o al massimo di una lenta ripresa economica. Secondo questi ultimi, l’ottimismo deve restare contenuto soprattutto per via del calo dei consumi che si sta registrando in questi giorni nelle maggiori città italiane ed europee e che sta provocando addirittura una deflazione. Siamo infatti ormai a tassi negativi di inflazione, ai livelli dello 0,1%.

E questo calo della domanda e dei consumi non ha avuto origini recenti: cominciò nell’ormai lontano 2002, il fatidico momento del passaggio da lira a euro. Poi il trend si è soltanto incrementato con la crisi. Questo fatto si traduce in termini finanziari come un netto trasferimento del rischio dai bilanci degli intermediari finanziari a quelli delle piccole imprese, dei piccoli risparmiatori e dei consumatori.

La deflazione è il nuovo timore degli economisti. Una dinamica che può creare una spirale negativa sui consumi, poiché è al tempo stesso la causa e l’effetto della tendenza. Eccezione fatta per i generi di prima necessità, il consumatore tende infatti a rimandare l’acquisto di ciò che in un futuro non troppo lontano potrebbe costare un po’ meno innescando un meccanismo perverso che si riflette sul fatturato delle aziende e non fa altro che aumentare il tasso di disoccupazione.

La deflazione può diventare una malattia che manda totalmente in tilt la politica monetaria di un paese.



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