L’impatto del Covid-19 sulle industrie pesanti e lo sviluppo delle vendite online

Di , scritto il 21 Aprile 2020
covid-19

Un’indagine mensile del centro studi di Confindustria ha evidenziato come la produzione industriale italiana abbia subito nel primo trimestre del 2020 la più forte flessione registrata da undici anni a questa parte. “La caduta dell’attività stimata per marzo (-16,6%), se confermata dall’Istat, rappresenterebbe il più ampio calo mensile da quando sono disponibili le serie storiche di una produzione industriale (1960) e porterebbe i livelli su quelli di marzo 1978”, ha annunciato lo studio in questione. Per il momento, tutti gli analisti sembrano concordare sugli effetti recessivi dell’epidemia sulla produzione industriale nel breve termine, con una possibile ripresa fino ai livelli precedenti nell’arco di 18 mesi. Tutto dipenderà dall’evoluzione di vari fattori, in particolar modo dal tempo necessario alle misure di contenimento messe in atto dal governo per dimostrarsi efficaci, spianando la strada al riavvio produttivo dell’industria. Per il protrarsi del lockdown nelle regioni che maggiormente incidono sul Pil dell’Italia – Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto – sono state stimate da Confcommercio perdite di 5-7 miliardi fino a maggio.

La pandemia mette sotto pressione le industrie

Soprattutto, l’industria automobilistica sta affrontando l’onda d’urto della pandemia a livello globale con una notevole riduzione della domanda, nonché l’interruzione delle catene di approvigionamento per i componenti auto – dei quali la Cina è un importante centro. Impatto che si ripercuote sul settore della componentistica lombardo e veneto, da cui a loro volta dipendono case automobilistiche tedesche come BMW e Volkswagen. Nel primo trimestre del 2020, la produzione industriale cinese ha infatti subito un crollo – prima volta dal 1992 – dell’8,4% per il blocco causato dal coronavirus, sebbene uno spiraglio si sia intravisto a marzo con un trend in rialzo. In generale, è possibile affermare che l’industria pesante stia avendo ripercussioni direttamente proporzionali ai tempi dell’emergenza. Per la Fase 2, sarà indispensabile una garanzia di sicurezza a livello sanitario che possa permettere ai lavoratori di svolgere le proprie mansioni in ambienti sanificati e la disponibilità completa dei dispositivi medicali di prevenzione, come le mascherine chirurgiche.

Già prima dell’epidemia di coronavirus, il settore siderurgico europeo era interessato da una recessione a causa delle importazioni che entravano in Europa ed il conseguente crollo degli ordini. Il sistema di crediti CO2, studiato appositamente per tassare i grandi inquinatori, non ha avuto un’efficacia tempestiva per risolvere la situazione. Con le misure contenitive che impongono il blocco delle attività non essenziali, sono stati annullati o ritardati ulteriori ordini – il settore automobilistico fermo, in particolar modo, ha inciso sul 20% della produzione di acciaio nel continente europeo. Circostanze che interessano le acciaierie in Italia, Spagna, Polonia, Germania, Paesi Bassi, oltre agli altiforni del Regno Unito, le cui conseguenze si protrarranno per la durata della crisi pandemica a livello globale. Di certo, è possibile affermare che nel prossimo futuro le industrie meccaniche, metallurgiche e siderurgiche dovranno rilanciarsi e stabilire le condizioni necessarie a riprendere la produzione in un mondo che non sarà esattamente identico a prima.

Il boom delle vendite online: nuove sfide da affrontare

In tale scenario complesso e denso di variabili, un settore che registra l’aumento del fatturato è il commercio elettronico. Una concatenazione di effetti, collegati alle misure restrittive che stanno interessando la popolazione, sta favorendo la maggiore richiesta di prodotti acquistati tramite e-commerce. Le persone trascorrono più tempo sui social network, dove in genere gli annunci mirati si concentrano in modo specifico e consentono la conversione degli utenti in clienti. È uno dei cambiamenti delle abitudini degli italiani durante la quarantena. Inoltre, la limitazione di molte attività ha spinto i consumatori a rivolgersi ai canali digitali per acquistare in sicurezza, ossia evitando le occasioni di contagio. Secondo un’indagine Nielsen sui prodotti a largo consumo, le vendite online sono aumentate dell’80% fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo: come fosse ogni giorno un Black Friday o un Cyber Monday. Gli operatori del settore si sono dovuti organizzare in tempi rapidi per fronteggiare la mole improvvisa di ordini, a partire dalla gestione dei magazzini e la distribuzione, fino all’assistenza dei clienti.

Non soltanto elettrodomestici, generi alimentari e parafarmaceutici. Informatica, intrattenimento, prodotti elettronici: la distribuzione degli acquisti online deve gestire una impennata senza precedenti. A tal proposito, RS Components – un fornitore multicanale globale di prodotti e soluzioni industriali ed elettroniche, ha offerto supporto ai distributori in tutto il mondo, raggiungendo la catena di fornitura per dare assistenza pratica quando, a causa della pandemia, i canali di spedizione entrano in tensione. Difatti, il gruppo collabora anche con fornitori internazionali per soddisfare la necessità urgente di componenti destinati a macchinari di test e sviluppo di vaccini. Lindsley Ruth, CEO di Electrocomponents – ideatori dell’iniziativa – ha dichiarato: “In questi tempi senza precedenti, sia a livello personale che professionale, dobbiamo sostenerci a vicenda nella distribuzione, per fare tutto il possibile per supportare i nostri clienti, molti dei quali svolgono un ruolo critico in questo momento”.

Se l’elevata domanda di prodotti online proseguirà oltre la fase di contenimento, sarebbe un bene potenziare i canali di distribuzione destinati sia alle aziende che ai privati.Infatti, va tenuto presente che, sebbene la libera circolazione delle merci venga regolarmente attuata nei Paesi dell’Unione europea, molte compagnie aeree hanno cancellato diversi voli da e per l’Italia. Si tratta di una limitazione che si ripercuote sulla disponibilità di spazio per la movimentazione delle merci e rappresenta un’ulteriore sfida da superare nell’attuale emergenza.

FLM

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