Che cos’è lo spesometro?

Di , scritto il 22 Dicembre 2010

A partire dal 2011 entrerà in vigore una novità di grande rilevanza dal punto di vista della politica fiscale: lo spesometro. Per tutti gli acquisti di valore superiore a 3000 (o 3500 euro – la soglia è ancora da definire) sarà necessario fornire il proprio codice fiscale al venditore, che a sua volta lo trasmetterà (probabilmente per via telematica) all’Agenzia delle Entrate.

Un controllo capillare, finalizzato a verificare il livello dei nostri acquisti in funzione del reddito che dichiariamo. Lo spesometro può diventare lo strumento ottimale di una seria politica antievasione, ma è anche un provvedimento che presenta alcuni rischi, sui quali varrebbe la pena approfondire il discorso. Con la creazione di un’enorme banca dati in cui sarà dettagliata la nostra vita personale, i nostri gusti, i nostri consumi, l’Agenzia delle Entrate dovrà garantire un livello adeguato di tutela e di affidabilità e serietà dei funzionari preposti a questo settore. E tra l’altro, non sarebbe forse tempo di iniziare a ragionare sulla deducibilità integrale degli acquisti come avviene in altri paesi?


1 commento su “Che cos’è lo spesometro?”
  1. Frank ha detto:

    Lo spesometro, a mio parere è solo una grande BOIATA del Governo. Questo sistema fiscale del cavolo non fa altro che assillare in maniera eccessiva, già la precaria condizione economica di molte famiglie, disoccupati, poveri lavoratori indefessi che, per tirare avanti stringono la cinghia e si arrangiano con qualche lavoretto occasionale di fine settimana. Secondo me, l’intento del Governo (ma non solo del Governo penso) è quello del controllo assoluto della vita privata di ognuno di noi. In parole povere, non saremo più liberi di gestire i “nostri” soldi, a nostro volere e piacere. Il fatto che, per un’acquisto, che un ciascuno di noi abbia fatto per una brutta alzata (tipo un auto da € 10.000),
    che l’agenzia delle entrate ci contesta, perchè non si è congrui e coerenti (passi pure per un’azienda, che già è troppo) ma che a un privato gli va a pretendere tasse non dovute, mi fa pensare a un sistema fiscale di stampo medioevale; solo che adesso lo è in forma moderna. Una volta gli esattori bussavano alla porta di casa, adesso invece ti spediscono una “bella” lettera “damore” da parte dell’agenzia delle entrate. Ma manco fosse una bella donna, e con anche altre intenzioni buone che ad ogni uomo piacerebbe. Questo comporterà in futuro, per me, un involuzione economica vera e propria. Non ci saranno più gli acquisti di un tempo: auto, moto, (settori già in crisi fra l’altro) mobili ecc….E’ solo un modo in più per far cassa a favore dei nostri politici che, di già prendono soldi a palate, e per non contare poi gli altri costi che questi signori ci comportano. Il mio appello è rivolto in primis, agli organi competenti (finanzieri, agenzia delle entrate, Tremonti), poi a tutti coloro che possono opporsi in modo significativo a questa dittatura antieconomica (giornalisti, economisti, imprenditori) e ai privati che in qualche maniera possano manifestare il loro dissenso. Il solo senso è quello di batter cassa sulle spalle dei soliti poveri indefessi che, hanno da sempre sperato di poter condurre una vita aggraziata e libera (ma purtroppo non è così). Buona fortuna a tutti i lavoratori che auspicano una vita democratica, appagante e libera dagli occhi indiscreti del fisco.


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