Bonus sanificazione: gli incentivi per le imprese per interventi di disinfezione e acquisto DPI

Di , scritto il 23 Aprile 2020
bonus sanificazione

Negozi, uffici e imprese si preparano alla tanto attesa riapertura, consapevoli dei cambiamenti e dei numerosi, nuovi accorgimenti che sarà necessario adottare per tornare al lavoro garantendo la sicurezza di dipendenti e clientela.

La cosiddetta “fase 2” dell’emergenza COVID-19 sarà inevitabilmente caratterizzata da una ripresa lenta e graduale delle normali attività, con l’obiettivo di prevenire con ogni possibile misura la comparsa di nuovi focolai epidemici.

Per supportare attività commerciali e PMI nell’adozione di nuovi strumenti e protocolli di sicurezza, il Governo ha introdotto una serie di incentivi fiscali con i DL “Cura Italia” e “Liquidità”, etichettati sin da subito come “bonus sanificazione”.

In cosa consistono esattamente le agevolazioni previste? Quali gli accorgimenti per accedervi?

Di seguito, rispondiamo a questi ed altri quesiti.

Gli incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro

Tra le misure indicate già nelle scorse settimane dalle istituzioni per la messa in sicurezza di negozi, uffici e ambienti di lavoro in genere, spicca, come era facile attendersi, l’obbligo di rispettare rigorose norme igieniche, provvedendo alla pulizia degli spazi e delle postazioni almeno due volte giorno.

Le normali routine di pulizia, tuttavia, non bastano ad assicurare la rimozione di tutti i microrganismi potenzialmente patogeni (tra cui ovviamente anche il nuovo coronavirus) presenti su rivestimenti, elementi di arredo, superfici e strumenti di lavoro.

Si rendono così necessari periodici trattamenti di sanificazione, vale a dire, interventi volti ad assicurare la salubrità degli ambienti di lavoro, integrando la semplice pulizia con attività di disinfestazione e disinfezione.

Tra i trattamenti indicati per la rimozione di batteri, virus, spore, funghi e muffe rientrano varie metodiche. Le più comuni sono rappresentate dagli interventi basati sulla nebulizzazione di agenti chimici microbicidi, ma è la sanificazione mediante ozono la modalità riconosciuta come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati (Ministero della Salute), un’operazione caratterizzata da costi importanti, ma particolarmente efficace, veloce e rispettosa dell’ambiente.

Per consentire alle aziende di coprire parte delle spese sostenute per i trattamenti di sanificazione, l’articolo 64 del DL n. 18/2020 (l’ormai celebre “Decreto Cura Italia”) introduce un credito di imposta pari al 50%, valido per tutto il 2020. In sostanza, l’agevolazione consente di portare in detrazione il 50% di quanto investito in attività di disinfezione degli ambienti di lavoro, con un tetto massimo di spesa di 20.000 euro per ciascun beneficiario. (50 milioni di euro la somma complessiva stanziata dal decreto per il sostegno di questo incentivo).

Per l’accesso al credito d’imposta del 50% per gli interventi di sanificazione sarà necessario incaricare dei lavori un’azienda regolarmente abilitata (a questo scopo è utile verificare che i requisiti della ditta siano stati sottoposti a verifica da parte della Camera di Commercio secondo quanto indicato dal DM 274/1997 lettera E). Inoltre, sarà obbligo dell’azienda conservare tutta la documentazione relativa ai pagamenti e alla certificazione e/o rapporto consegnato dalla ditta incaricata al termine delle procedure di sanificazione.

Le agevolazione fiscali per l’acquisto di mascherine e gel disinfettanti

A garantire la sicurezza di lavoratori e pubblico non è solo l’igienizzazione e disinfezione dei locali, ma anche il rispetto di precise regole, tra cui rientrano il distanziamento fisico, l’igiene respiratoria e il ricorso a dispositivi di protezione (individuali e non) e a gel e detergenti per le mani ad azione microbicida.

Per questo motivo, con il DL n. 23/2020 (il “Decreto Liquidità”), il Governo ha deciso di ampliare il ventaglio di spese che potranno beneficiare del bonus sanificazione, includendo anche quelle relative all’acquisto dei seguenti DPI, dispositivi di protezione individuale:

  • mascherine chirurgiche (FFP2 ed FFP3)
  • guanti
  • occhiali e visiere di protezione
  • tute protettive
  • calzari

Non solo, tra le spese detraibili rientrano anche quelle per l’acquisto dei gel igienizzanti con additivi disinfettanti, vale a dire le soluzioni alcoliche utili per la detersione e disinfezione rapida delle mani.

Infine, saranno riconosciuti come investimenti utili alla tutela della salute di dipendenti e clientela e al contrasto della diffusione del nuovo coronavirus anche le barriere, gli elementi divisori, i vetri protettivi e tutti i dispositivi utili per isolare ambienti e postazioni di lavoro e/o di consumo.

Anche in questo, gli incentivi fiscali vengono erogati sotto forma di credito d’imposta al 50%, sempre per una spesa massima nel corso del periodo d’imposta 2020 pari a 20.000 euro per beneficiario. Gli investimenti sostenuti andranno a sommarsi a quelli relativi alle operazioni di sanificazione degli ambienti, senza rappresentare dunque un capitolo di spesa a parte. Anche in questo caso, è fatto obbligo per l’azienda di conservare tutte le fatture e la documentazione di acquisto dei vari materiali.

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