Rinegoziazione dei mutui: per Aduc una beffa

Di , scritto il 23 Maggio 2008

MutuoAll’indomani dalle dichiarazioni del Governo circa le decisioni in materia di mutui, stabilite mercoledì nel corso del Consiglio dei Ministri, si sollevano le prime manifestazioni di dissenso.

E’ Aduc, associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, a farsi carico di una prima replica in merito alla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile. Aduc, attraverso una simulazione, avrebbe dedotto che tale disciplina si ridurrebbe a “una beffa” ai danni dei contraenti e che per aiutare davvero i mutuatari, il Governo dovrebbe agire sulla rinegoziazione sì, ma finalizzata alla diminuzione degli spread, e non con una diminuzione della rata che poi verrà scontata a scadenza.

L’Associazione ha ipotizzato un mutuo a tasso variabile, stipulato a gennaio del 2006 con le condizioni tipiche dell’epoca, ovvero capitale di 100.000 euro, durata 20 anni con rata mensile e tasso Euribor a 6 mesi con spread dell’1,25%.
Di seguito il ragionamento come è stato dedotto da Aduc e riportato sul sito ufficiale dell’associazione:

“Abbiamo calcolato tutte le variazioni dell’Euribor avvenute ogni mese. La rata iniziale era di 602,30 euro, l’ultima rata di 717,19 euro. Abbiamo ipotizzato che nei prossimi due mesi (nel quale il tasso non varia) il mutuatario aderisca alla rinegoziazione proposta dal Governo. Calcoliamo la nuova rata secondo il modello Governo-ABI: il tasso medio dell’Euribor a sei mesi nel 2006 è stato pari all 3,27%, con lo spread dell’1,25% si giunge ad un tasso del 4,52% che implica una nuova rata di 633,73 euro.
A questo punto, abbiamo ipotizzato che i tassi d’interesse inizino a scendere così come sono saliti nei passati tre anni, in maniera esattamente speculare per poi continuare il ciclo (rialzi e ribassi) fino alla scadenza.
Anche in questa ipotesi, favorevole per il mutuatario, la rinegoziazione comporterebbe interessi aggiuntivi per oltre 3.500 euro (6% degli interessi normalmente pagati) e un allungamento del mutuo di circa 15 mesi.
Se, invece, i tassi d’interesse rimanessero invariati fino alla scadenza, il malcapitato pagherebbe circa 11.500 euro di interessi in più (il 16,26% degli interessi che avrebbe pagato) e si vedrebbe allungare la durata del mutuo per 48 rate!
Con una effettiva rinegoziazione, che preveda una diminuzione dello spread applicato al tasso di riferimento del mutuo, il mutuatario ottiene una diminuzione effettiva della rata che non dovrà scontare a scadenza. Un vero risparmio quindi, non una beffa!”

Sul sito ufficiale trovate le simulazioni dei piani di ammortamento e cliccando qui il comunicato stampa diffuso da Aduc.



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