Qual è la differenza tra obbligazioni junior e senior?

Di , scritto il 23 Luglio 2019

Le obbligazioni bancarie rientrano tra gli strumenti finanziari preferiti dagli italiani. Per gli istituti di credito sono una maniera efficace per raccogliere fondi da destinare al credito o al altre operazioni finanziarie.

I bond bancari destinati alla clientela al dettaglio (anche dette emissioni domestiche per distinguerle da quelle rivolte agli investitori istituzionali internazionali) possono essere di tipologie diverse a seconda del rischio e del rendimento previsto. In questo caso la parola “subordinazione” è utilizzata come sinonimo di “rischio”: perciò si parla di livelli diversi di subordinazione. In altri termini, a seconda di questo grado cambia la priorità riservata al rimborso in caso di default della banca.

Ecco una sintesi dei gradi di subordinazione, ordinati in base al rischio crescente.

Obbligazioni ordinarie senior: tra le obbligazioni sono le più sicure, quindi hanno un rating maggiore e un rendimento più basso: in caso di fallimento chi le detiene viene rimborsato per primo – integralmente o parzialmente, a seconda dei casi. Per la precisione, occorre infatti distinguere tra:

  • obbligazioni senior covered o secured – garantite da parti specifiche del patrimonio della banca e perciò relativamente più sicuri.
  • obbligazioni senior uncovered o unsecured – prive di garanzie reali.

Al di sotto di questo livello entriamo nella categoria delle obbligazioni subordinate, che sono a loro volta classificate in base a un livello di rischio crescente come segue:

Obbligazioni Lower Tier II (O LT2)
Nella stragrande maggioranza dei casi emesse con scadenza decennale, con cedola fissa fino al quinto anno poi seguita da una cedola a tasso variabile a cui si somma uno spread.

Obbligazioni Lower Tier III (O LT3)
Analoghe alle LT2, ma esistenti anche con scadenze inferiori ai cinque anni.

Obbligazioni Upper Tier II
Di solito vengono emesse con scadenza 10 anni e tasso fisso. Il livello di rischio aumenta perché con questi bond è possibile che l’emittente non paghi la cedola periodica in situazioni particolari, cumulandola però per il futuro.

Obbligazioni Tier I
Queste sono le obbligazioni junior vere e proprie, ovvero quelle del grado più basso di subordinazione. Sono i bond che per primi subiscono le conseguenze di eventuali problemi di solvenza della banca emittente. Di solito si tratta di bond perpetui (ovvero senza scadenza) e in alcuni casi la cedola che forniscono aumenta nel tempo. Anche per questi strumenti può verificarsi il caso in cui l’emittente salti il versamento di una cedola, però, contrariamente alle obbligazioni del livello appena superiore le cedole non versate delle Tier I non sono cumulabili, ovvero vanno perse. I bond junior sono quelli considerati per ultimi nel rimborso in caso di fallimento dell’emittente (ma comunque prima delle azioni).

Per rispondere alla domanda del titolo, dunque, la differenza tra obbligazioni senior e junior è da ricercarsi nel livello di rischio, a cui corrisponde un vantaggio nel rendimento. Nel caso in cui sia necessario implementare un bail-in, ovvero il salvataggio della banca con il denaro di chi vi ha investito del denaro (azionisti, obbligazionisti e correntisti), la banca ricorre ai soldi depositati secondo una precisa gerarchia: prima vengono attaccate le azioni, poi le obbligazioni subordinate di livello più basso, ovvero le junior. Ulteriori approfondimenti qui.



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