PIR (Piani Individuali di Risparmio): un innegabile vantaggio fiscale

Di , scritto il 23 Ottobre 2017

Tra gli investimenti che vanno per la maggiore in questo periodo in Italia ci sono sicuramente i PIR, ovvero i Piani Individuali di Risparmio una sorta di «contenitore» di strumenti finanziari di vario tipo (azioni, bond, fondi, polizze, conto corrente) nati per favorire l’afflusso di capitali verso le piccole e medie imprese italiane. Finora con questo strumento sono stati raccolti più di 5 miliardi di euro.

La ragione del successo che stanno riscuotendo è da ricercare nell’agevolazione fiscale: il sottoscrittore dei PIR è infatti esentato dalla tassazione sui capital gain, a condizione che l’investimento abbia una durata minima di cinque anni e non superi l’importo di 30.000 euro annui per un investimento totale massimo di 150.000 euro.

L’investitore che invece li riscatta prima dei cinque anni deve versare il 26% sulle rendite finanziarie maturate fino a quel momento, ovvero attenersi alle regole che valgono per gli altri prodotti finanziari in Italia. Si tratta dunque di un investimento molto valido per il medio o lungo periodo, assolutamente adatto a chi non ha problemi in termini di liquidità.



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