Contributi previdenziali e pensione integrativa per i co.co.co.: qualche chiarimento

Di , scritto il 24 Luglio 2013

pensione co co coL’ultima riforma del lavoro parasubordinato ha reso il lavoro dei cosiddetti co.co.co. (collaboratori coordinati e continuativi) e dei co.co.pro. (collaboratori coordinati e continuativi a progetto) un po’ più vicino a quella dei lavoratori assunti a tempo determinato o indeterminato. Con la legge Fornero, infatti, chi svolge soltanto lavoro parasubordinato e non gode di una pensione paga il 27,72%% di contributi INPS – percentuale che viene destinata per il 27% alla pensione e per lo 0,72% ad assegni familiari, indennità di malattia/maternità, congedo parentale e degenza ospedaliera. Chi invece ha anche un secondo lavoro o una pensione, paga il 18%.

Da sempre i co.co.co. essi hanno il diritto ai contributi previdenziali versati dal committente e il dovere di versare la loro parte all’INPS. Esiste anche un fondo complementare chiamato Fontemp, sottoscritto da Assolavoro, FeLSA Cisl (Federazione dei lavoratori somministrati autonomi atipici), da NIdiL CGIL (Nuove identità di lavoro) e da UIL Tem.p@ (Lavoratori temporanei autonomi atipici e a partita IVA).

E’ comunque auspicabile la creazione di una pensione integrativa creata mediante fondi pensione aperti (abbiamo già spiegato la differenza tra fondi pensione chiusi e aperti). Ne esistono di gestiti dalle Poste, da banche, assicurazioni, SIM ed SGR. Una buona alternativa è costituita dalle polizze PIP, sottoscrivibili presso assicurazioni e Poste Italiane. Sia i fondi aperti che i PIP godono di vantaggi fiscali spiegati negli articoli linkati qui sopra.

Seguire il link per altri chiarimenti sull’indennità di malattia per co.co.co.



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