Prestiti per lavoratori dipendenti: tipologie e caratteristiche

Di , scritto il 25 Maggio 2020
prestiti dipendenti

Un contratto di lavoro dipendente è un ottimo ponte verso il mondo del credito: se liberi professionisti, lavoratori atipici e disoccupati sono considerati infatti prestatari senza garanzie e possono accedere, per questo, a poche forme di credito.

Le opportunità e le forme di prestito accessibili ai lavoratori dipendenti sono di certo più numerose e, soprattutto, più flessibili sia dal punto di vista delle cifre date in credito e sia da quello delle garanzie richieste da banche e istituti finanziari. Proviamo ad approfondire di più, allora, quali sono le principali forme di prestito per lavoratori dipendenti, come e quando accedervi e quali sono pro e contro di ciascuna.

Guida essenziale ai prestiti per lavoratori dipendenti: come scegliere

Le prime soluzioni a dover essere citate sono mutui, piccoli prestiti e prestiti personali che sono, forse, le forme creditizie più universali e concesse cioè a una vasta platea di destinatari in virtù delle piccole cifre in gioco, come nel secondo caso, o di beni mobili o immobili e altre garanzie richieste da banche e istituti di credito prima e per la concessione della somma di denaro, come per i mutui.

In particolare, piccoli prestiti e prestiti personali sono i finanziamenti migliori se si cerca un prestito non finalizzato o si ha semplicemente bisogno di un po’ di liquidità in più con cui affrontare spese impreviste Molto diffusi tra dipendenti privati e dipendenti pubblici sono forme di finanziamento come la cessione del quinto e il prestito con delega.

Partendo dalla prima, la cessione del quinto è un finanziamento in cui la rata mensile non può mai superare il 20% dello stipendio netto o della pensione netta. Rata che viene trattenuta direttamente dal datore di lavoro o dall’ente che eroga la pensione e poi versata all’istituto di credito che ha erogato il prestito. Nella cessione del quinto, la stessa busta paga rappresenta una sorta di garanzia e l’erogazione della somma di denaro chiesta in prestito è immediata.

Si può, al bisogno, rinnovare la cessione del quinto o chiedere un prestito con delega di pagamento per lavoratori dipendenti (il famoso doppio quinto), con condizioni che rimangono vantaggiose sia quanto agli interessi applicati e sia per i termini massimi di ammortamento del prestito. Il vero pro di queste forme creditizie, del resto, oltre al fatto che la busta paga assicura anche al prestatario di poter ripagare il prestito con regolarità e senza trasformarsi in cattivo pagatore, è che si ha ben chiaro e fin da subito ogni dettaglio del proprio piano di rientro.

Dipendenti pubblici e dipendenti statali, infine, oltre alle forme di prestito di cui ci è detto fin qui, hanno a propria disposizione i cosiddetti prestiti ex INPS o prestiti INPDAP: a seconda degli anni di carriera e dell’anzianità di servizio accumulata si può accedere a somme di denaro più o meno consistenti, anche in questo caso le condizioni sono piuttosto favorevoli e, soprattutto, i piccoli prestiti di questo tipo sono accessibili anche a ex dipendenti pubblici e statali ora pensionati.


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