Ai proprietari della Juventus la maggioranza del ‘The Economist’

Di , scritto il 25 Agosto 2015

Juventus Financial TimesChe gli eredi dell’avvocato Agnelli non si occupassero solo di calcio non è una novità, ma la notizia di qualche giorno fa riguardante l’acquisto della quota di maggioranza del settimanale The Economist è comunque di una certa importanza. Il gruppo di investimento Exor, di cui John Elkann è presidente ed amministratore delegato, ha stanziato ben 287 milioni di sterline (405 milioni di euro) per aggiudicarsi 6,3 milioni di azioni ordinarie e 1,26 milioni di azioni speciali “B” del settimanale britannico. Le quote sono state messe in vendita dal gruppo Pearson, che in luglio ha ceduto anche il Financial Times al gruppo giapponese Nikkei, permettendo a Exor di passare dal 4,7% detenuto fino a quel momento al 43,4% e di diventare così il primo azionista. John Elkann, che dal 2009 ricopre il ruolo di amministratore non esecutivo del rinomato periodico d’oltremanica, ha confermato che il finanziamento dell’intera operazione avverrà con mezzi propri.

Nel comunicato stampa diffuso da Exor si legge inoltre che “lo statuto del The Economist verrà modificato per limitare al 20% i diritti di voto di ogni singolo azionista e per garantire che nessun singolo individuo o società possa detenere più del 50% delle azioni del Gruppo”. L’operazione è stata sostenuta all’unanimità sia dagli attuali membri del CdA del magazine, sia dagli ex direttori Andrew Knight, Rupert Pennant-Rea, Bill Emmott e John Micklethwait. Questi ultimi, tramite una lettera aperta sottoscritta anche dall’attuale direttrice Zanny Beddoes, sostengono che l’identità del The Economist ne uscirà rafforzata dopo la decisione di Exor di aumentare la sua quota di partecipazione. Essi sono inoltre dell’avviso che gli intenti del Gruppo guidato da John Elkann siano assolutamente in linea con la visione e gli obiettivi del giornale. Per il perfezionamento dell’operazione bisognerà attendere però il quarto trimestre dell’anno in corso, previo l’ottenimento delle autorizzazioni di legge necessarie e l’ok ufficiale di più dei due terzi degli azionisti del The Economist e dei Trustees indipendenti. Il The Economist ha una diffusione di 1,6 milioni di copie, un profitto di 60 milioni di sterline e nel 2014 ha distribuito ai proprietari delle sue azioni dividendi per una cifra complessiva di 40 milioni di sterline.

L’acquisizione del settimanale britannico da parte di Exor conferma come il Gruppo stia gradualmente spostando la sua attenzione dall’industria verso la finanza e il mercato editoriale, concentrandosi maggiormente sull’estero piuttosto che sull’Italia. In questo reticolo di investimenti va aggiunta la decisione degli Agnelli di far propria la quota di maggioranza della Ferrari. Nel corso del prossimo anno, Exor sarà infatti a capo del 24% del Cavallino. Chissà se, tra tutti questi investimenti, non si stia pensando anche di regalare ai tifosi juventini quel trequartista di classe che Allegri invoca dall’inizio del calciomercato e che a quanto pare si sta faticando a trovare a cifre abbordabili. L’augurio dei fan bianconeri, considerando il fatto che l’acquisto più caro della storia della Serie A è del lontano 2000, è che sia giunto il momento di battere tale record.

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