Valutare l’affidabilità dei titoli di Stato stranieri: meglio il rating o i CDS?

Di , scritto il 26 Marzo 2013

Nell’acquisto e nella sottoscrizione di titoli di stato, sono due gli indicatori più utili per una scelta oculata: il prezzo dei CDS (Credit Default Swap) e il rating emesso dalle più importanti agenzie del settore (Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch e DBRS). Entrambi sono validi termometri del mercato, pur partendo da basi diverse.

Il rating è un giudizio soggettivo e indipendente espresso dagli analisti delle suddette agenzie, che dovrebbero essere (ma il condizionale è d’obbligo) del tutto esterne al mercato. Il giudizio si basa sulla situazione fiscale ed economica di uno stato sovrano (bilancio, debito nazionale, PIL ecc.) ma anche sulla situazione politica in grado di garantire maggiore o minore stabilità economica. Il rating è espresso mediante sigle come AAA o BBB- che ben conosciamo.

I CDS sono un tipo di strumento derivato che ha come sottostante una determinata obbligazione. Semplificando al massimo, possiamo dire che i Credit Default Swap sono dei premi assicurativi pagati da grandi investitori istituzionali a banche, finanziarie o assicurazioni al fine di garantirsi il buon fine di una determinata obbligazione. Un alto prezzo dei CDS è sintomo di timori da parte del possessore del bond di perdere l’investimento fatto: infatti, indica che l’investitore è disposto a pagare cara la forma di assicurazione, mentre la controparte si fa pagare cara la copertura. La quotazione dei CDS è dunque un riflesso del consenso più o meno alto da parte degli operatori di mercato che rischiano in prima persona dei denari.

I due criteri di valutazione sono intrinsecamente diversi, ma non contraddittori, bensì complementari. Di solito, infatti, dicono la stessa cosa da prospettive diversi. Un mese fa, ad esempio, il CDS sul debito pubblico della Germania si aggirava sui 40 punti, mentre quello sui titoli di stato italiani era di 246, mentre il rating della Germania era AAA (ovvero, il massimo della fiducia, un porto assolutamente sicuro), mentre per l’Italia era BBB+.


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