Prestiti e regali a parenti: come evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate

Di , scritto il 28 Agosto 2014

Prestiti a familiariQuando il denaro scarseggia, oppure le banche sono restie a prestare denaro, chiedere un prestito di denaro a un familiare è la soluzione più ovvia a cui si possa pensare. Non bisogna però commettere alcune ingenuità che potrebbero suscitare nei controlli dell’Agenzia delle Entrate il sospetto che si tratti di somme provenienti da attività in nero o illegali. Sia nel caso di somme di denaro ricevute in prestito che nel caso di regali, infatti, è sempre bene mettere per scritto lo spostamento di fondi e timbrare il documento con data certa: questa formalizzazione ci mette al riparo da eventuali contestazioni in sede di accertamento fiscale. Non sarà mai accettata infatti una semplice spiegazione orale: “questo denaro me l’ha prestato mio padre (o mio zio o mio nonno ecc.)”. E il rischio è quello di trovarsi a pagare delle imposte sulle citate somme, solo perché avere effettuato delle spese superiori al proprio reddito con i soldi altri senza aver rispettato un semplice accorgimento, ovvero una breve scrittura privata.

Come si può ottenere la data certa? Vi sono vari modi:
* registrando la presso l’Agenzia delle Entrate;
* scambiando la corrispondenza mediante una raccomandata A/R;
* mediante posta elettronica certificata;
* mediante firma digitale.

Oltre alla data certa è opportuno anche evitare di far transitare il denaro mediante contanti, ma di utilizzare piuttosto strumenti tracciabili come bonifici o assegni – sopratutto per le cifre elevate.



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