Banche, nel 2009 più spese per i correntisti

Di , scritto il 29 Maggio 2009

bancaMentre fioriscono offerte insolite come un conto corrente giovani under 28 presso banca Etruria, nuove leggi dal gennaio 2009 sulle spese di commissione per il conto in rosso lasciavano sperare che per i correntisti fosse arrivato il momento di abbassare le proprie uscite per mantenere il conto in banca.

Ma secondo un’indagine di Altroconsumo non è così.

La legge 2/2009 di conversione del decreto legge 185/2008 all’articolo 2 bis prevede infatti che la commissione di massimo scoperto (vale a dire la percentuale prevista sulla punta massima di debito del trimestre) possa essere applicata solo sui conti affidati (quelli in cui si è accordato un fido al momento dell’apertura) e solo se il debito dura per almeno 30 giorni consecutivamente. Per i conti aperti dopo l’entrata in vigore della legge queste disposizioni sono entrate in vigore immediatamente, per gli altri bisogna attendere fine giugno.

Meno spese dunque? Non sembra così. Secondo Altroconsumo le banche avrebbero sostituito la commissione di massimo scoperto con nuove voci di spesa. Infatti, analizzando i fogli informativi delle principali banche, sono state individuate nuove spese per i clienti che hanno aperto un conto senza fido concordato al momento dell’apertura e che presentano un rosso di c/c di 500 euro per 7 giorni a causa di un solo addebito partita a debito. Sono 5 le banche prese in considerazione dall’indagine e vi invitiamo a leggere le condizioni dei rispettivi contratti sul sito di Altroconsumo.

L’inganno al correntista non è banale, se si pensa che la legge 2/2009 avrebbe dovuto costituire un vantaggio per i clienti. L’Antitrust è incaricata ora di verificare queste voci di spesa, in modo tale da annullare ogni danno economico a svantaggio del pubblico e, come al solito, a vantaggio delle banche.


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