Che cosa cambia con la tassazione per i fondi comuni al “realizzato”

Di , scritto il 29 Giugno 2011

Fino al 30 giugno 2011 la tassazione per i fondi comuni italiani è stata al “maturato”. Dal 1° luglio 2011 si passa a una fiscalità al “realizzato”. Questo non significa che cambi la percentuale di tassazione di fondi, che infatti resta pari al 12,5% dei guadagni in conto capitale e sui proventi distribuiti (per esempio le cedole). E’ invece diverso il modo in cui viene applicata l’imposta, che non sarà più spalmata quotidianamente sul valore della quota, ma sarà sottratta alle plusvalenze il giorno cui queste saranno realizzate (per esempio mediante rimborso, liquidazione oppure cessione delle quote del fondo). Questo sistema avvantaggia chi conserva un investimento in un fondo comune per molto tempo, in quanto, l’utile maturato nel tempo e non tassato può generare altri rendimenti. Inoltre, ha come diretta conseguenza anche il fatto che le banche italiane non saranno più indotte a creare società di gestione all’estero (soprattutto Lussemburgo e Irlanda), un escamotage finora utilizzato perché i fondi italiani erano meno competitivi dei loro corrispettivi esteri.

In questo illuminante Dossier di Anima SGR sono presentati alcuni esempi concreti con tanto di percentuali e cifre:



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