Cos’è la Private Equity?

Di , scritto il 29 Giugno 2021
Private Equity

Si definisce Private Equity o PE una sfera degli investimenti finanziari che riguarda società non quotate in borsa. Gli investimenti di questo tipo sono spesso di breve durata e mirati a portare la società target a raggiungere obiettivi ben definiti. Tra questi può esserci un’operazione di rebranding, l’apertura verso nuovi mercati, gli inserimenti di nuovi prodotti o servizi e, infine, la quotazione in borsa.

Il successo di un’operazione di Private Equity dipende quindi sia dai goal stabiliti in partenza che, soprattutto, dall’abilità degli investitori. Nel Nord Italia uno dei migliori in questo campo è Roberto Meneguzzo, leader della finanza italiana dagli anni ‘80 e specializzato proprio in investimenti di Private Equity. Proprio quello è stato il decennio in cui l’Italia ha cominciato a praticare questo tipo di investimenti, importando un modo di fare affari già in uso negli States.

Diverse tipologie di investimento

Gli investimenti di questo tipo possono riguardare start up o aziende già ben piazzate, purché non siano quotate in borsa. Ogni azienda può giovare di un fondo di Private Equity che se ne interessi, perché questo tipo di investimenti non apporta solo nuovi capitali ma anche risorse umane e manageriali di prestigio.

Infatti chi decide di investire acquistando quote di un’azienda in espansione lo fa immettendo liquidità ma anche il proprio know-how. Per questo è importante che l’investitore, un singolo o un fondo di Private Equity, sia veramente bene informato sull’azienda che gli interessa e sappia apportare nuova linfa vitale.

Le diverse tipologie di investimento si definiscono in questo modo:

  • Angel Investor o Business Angel. In questo caso si tratta di un singolo individuo in possesso della capacità finanziaria per investire in una start up innovativa. Il primo “giro” di investimenti di una società neonata si chiama seed capital ed è cruciale per l’avvio dell’azienda e l’attrazione di nuovi investitori.
  • Venture Capital. Questo è il più comune tra gli investimenti di Private Equity ed è solitamente effettuato da un gruppo di investitori verso società già avviate (quasi mai start up). L’obiettivo qui è quello di accrescere il potenziale dell’azienda, immettendo liquidità e risorse per permetterle di migliorare. In questo caso grandi imprenditori offrono le proprie conoscenze di tipo legale, commerciale e finanziario per aiutare l’azienda target a raggiungere i suoi obiettivi con il guadagno di tutti gli interessati.
  • Turnaround. Sono investimenti di Private Equity particolarmente rischiosi perché prevedono che l’azienda target sia in crisi per un qualsiasi motivo. In questo caso l’obiettivo di chi investe è girare la situazione di dissesto a proprio vantaggio, apportando quelle modifiche necessarie a livello manageriale o finanziario per ottenere un ricavo e rimettere in pista l’azienda.
  • Management buyout (MBO – dove è il management dell’azienda che compra); management buyin (MBI – dove sono dei manager esterni all’azienda a comprare); buyin management buyout – (BIMBO – un mix di manager interni ed esterni che assume il controllo dell’azienda).

Come guadagna un fondo di Private Equity?

Chi si dedica a questa attività finanziaria deve avere il giusto fiuto per gli affari. Un investimento in società esterne è sempre una scommessa che può portare enormi profitti o ingenti perdite agli imprenditori. Per questo è necessario conoscere da cima a fondo il mercato in cui ci si inserisce, la situazione di partenza dell’azienda target, i goal da raggiungere e i competitor che potrebbero ostacolarne il successo.

Di solito gli investimenti in Private Equity hanno una durata medio-corta (dai 3 ai 7 anni) e quindi consentono di stabilire obiettivi specifici e misurabili. Con il giusto apporto di risorse umane e manageriali, l’azienda target viene portata al raggiungimento e al superamento dei traguardi stabiliti, con profitto per il fondo di Private Equity o il singolo investitore che ha creduto nel progetto. In genere, un fondo opera almeno una dozzina di investimenti in contemporanea in diversi settori, in modo da assicurarsi un ritorno economico anche nel caso in cui qualcuna di queste operazioni risultasse infruttuosa.


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