Valutazione delle azioni di un’azienda: che cosa si intende per EBITDA

Di , scritto il 30 Marzo 2015

EBITDAdi Riccardo Alberti
Per fare un buon investimento azionario o obbligazionario è molto importante saper valutare la società su cui si decide di investire e alcuni indici economici ci vengono in aiuto per dare un giudizio valido. L’EBITDA è un indicatore, molto utilizzato da aziende e stampa di settore, che esprime il risultato annuale del business dell’azienda al netto d’interessi passivi, tasse, deprezzamenti e ammortamenti. In Italia lo stesso concetto è forse anche meglio conosciuto come MOL (margine operativo lordo).

L’acronimo EBITDA sta per la locuzione inglese Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization ovvero “guadagni prima degli interessi, delle imposte, delle svalutazioni e degli ammortamenti su beni materiali e immateriali”. Viene quindi calcolato sottraendo dagli introiti gli interessi che la società paga sui debiti, le tasse, i deprezzamenti e gli ammortamenti (costi suddivisi su più anni per l’acquisto di beni durevoli), ottenendo così l’utile netto.

L’EBITDA può essere rilevante se un’azienda si è indebitata e ha appena acquistato nuovi beni durevoli (quindi ha sostenuto alti costi per gli interessi sul debito e per gli ammortamenti) ma funziona e vende bene il suo prodotto. In quel caso avrà poco utile, ma un buon EBITDA.

L’EBITDA non è sempre veritiero
Il grande esperto di finanza Warren Buffett ha dichiarato in un rapporto annuale sull’andamento e la politica aziendale: … troppi investitori si concentrano sull’EBITDA. Ciò avrebbe senso solo se pensassero che le spese per il capitale vengono pagate da una fatina.

Buffett ha sicuramente ragione. L’indice inoltre può essere poco affidabile perché sensibile a diverse decisioni contabili. Ad esempio, può capitare che alcuni amministratori decidano di classificare i costi di riparazione e manutenzione dei macchinari come spese di capitale anziché come spese correnti come vorrebbe la regola – questo per ridurre l’importo delle tasse di quell’anno, ma con la conseguenza di fare salire l’indice, esprimendo un dato fuorviante.

Riassumendo, L’EBITDA:

  • può descrivere la situazione economica di una società comunicando informazioni importanti, ma solo in alcuni casi specifici;
  • non è un indice totalmente affidabile;
  • deve sempre essere utilizzato congiuntamente a una valutazione complessiva e non singolarmente;
  • non ha molto senso per l’analisi di aziende medio-piccole.

Un esempio pratico
Prendiamo il caso di Terna, una società che possiede reti per la trasmissione dell’energia elettrica. Ecco alcuni dati economici importanti del gruppo:

Anno EBITDA  Utile netto Oneri finanziari netti
2012 1,39 miliardi di euro 464 milioni di euro 93,2 milioni di euro
2013 1,45 miliardi di euro 513 milioni di euro 100,2 milioni di euro
2014 1,49 miliardi di euro 544 milioni di euro 127,9 milioni di euro

Negli ultimi tre anni per Terna sono aumentati sia l’EBITDA che l’utile netto con una progressione simile, dunque il primo non aggiunge molto al secondo. Nello stesso periodo c’è stato invece un leggero aumento degli interessi passivi, fatto di una certa importanza e che va a incidere sull’utile – ma difficile da notare facendo unicamente il confronto tra i due primi parametri.

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