Superminds – II Parte (30 ottobre 2019)

Di , scritto il 30 Ottobre 2019
Courtesy of WOBI

Oggi 30 ottobre si è concluso Superminds, evento WOBI 2019 che, possiamo dirlo, ha pienamente soddisfatto le aspettative del pubblico.

Giornata conclusiva con 2 ospiti speciali e famosissimi – Simon Sinek e Mark Webber – che, da soli, quasi valgono il prezzo del biglietto!

Ieri qui al World Business Forum 2019 abbiamo ascoltato speaker appassionati e orientati alle politiche di crescita e valorizzazione delle persone, oggi protagonisti più orientati al risultato e alla visione complessiva.

Ecco le principali idee emerse oggi.

Stew Friedman: l’armonia delle 4 sfere personali

Stew è uno scrittore e un consulente aziendale che ha ritagliato il suo intervento sul tema della “Total Leadership” anche titolo del suo libro. 

Quello che ha scelto di divulgare al WOBI 2019 è uno stile di presenza personale e di leadership a 4 vie: armonico ed equilibrato in tutte le sue componenti, che, come in un jazz quartet devono poter suonare senza annullarsi o sovrapporsi, ma dandosi spazio a vicenda. 

Questo modello di leadership è olistico e deve guidare contemporaneamente la persona nel lavoro, nella famiglia, nella società/comunità a cui appartiene e nei rapporti con sé stessa.

Secondo questo autore, la crescita personale e l’affinamento di una leadership più incisiva passano attraverso una valutazione personale delle proprie performance e attraverso l’avvio di una serie di iniziative e cambiamenti che la rendano più efficace e viva oltre che maggiormente orientata ai propri valori e al proprio minate di riferimento.

Il fine ultimo è, finalmente, una vita più piena e ricca in cui ci si senta davvero la versione migliore di sè stessi che si prende cura delle persone a cui tiene.

Mark Webber: disciplina e vivere il momento

L’intervento di Webber al World Business Forum 2019 inizia in modo molto emozionante. Sul maxi schermo viene proiettato un video della sua prima vittoria in Formula 1 e quelle sue urla di gioia alla radiolina, davvero, danno i brividi a tutta la platea. 

Sono 3 gli elementi che Webber ritiene siano alla base del suo successo nelle gare e nella vita, e che vuole condividere qui a Superminds.

1. La performance individuale è, secondo il pilota, figlia della fiducia in sé stessi e non solo del talento o della bravura. La determinazione fa la differenza, ma anche la disciplina, il governo assoluto della mente e delle emozioni e l’attitudine a distinguere cosa si può controllare da cosa, invece, va preso così com’è.

2. Il decision making è una capacità che, secondo Webber, va esercitata in contesti rischiosi e dipende dalla velocità con cui si riesce a tradurre uno stimolo in una scelta. E’ un’attitudine che si basa sulla fiducia: fiducia in sé stessi ma anche sulla fiducia nel contesto in cui si opera: nelle regole, nei competitor…

3. Il teamworking: ultimo anello fondamentale per il successo. L’engagement delle persone, l’esempio del manager e la continua comunicazione e revisione dei risultati sono la chiave per creare team affiatati, orientati all’eccellenza e aperti al confronto e al miglioramento continuo.

Webber condivide la sua avventura da leader del proprio team e convince tutti quando dice che, per dare l’esempio e onorare ogni giorno il lavoro dei suoi meccanici, in tutta la sua carriera è mancato solo 3 giorni lavorando sempre, anche con la febbre, l’influenza o con una gamba fratturata.

Victoria Roos-Olsson: essere leader significa guidare gli altri al risultato

Il terzo intervento è di Victoria RoosOlsson, ricercatrice svedese consulente presso di FranklinCovey Anche lei parla di leadership, in particolare della propria attitudine ad essere leader di persone nelle organizzazioni. 

Un punto di vista interessante il suo che inizia nel momento in cui una persona viene promossa o assunta ad un ruolo di manager in un’azienda: di solito questo succede perché questa persona eccelle nell’ottenimento di risultati in un certo lavoro. Paradossalmente, però, da quel momento non gli è più richiesto di svolgere quel lavoro!, almeno non direttamente e personalmente!

Diventare manager fa cambiare compiti e responsabilità e muta anche le aspettative del management a cui si rende conto. Non si è più responsabili diretti del risultato, ma delle persone che hanno il compito di ottenere quel risultato!

Al WOBI 2019 la Roos-Olsson ha voluto descrivere, come anche nel suo libro “EveryoneDeserves a Great Manager”, come si compone la strategia di un leader efficace, ecco i 6 step: 

  • 1) sviluppare un nuovo mindset da leader che solleva le proprie responsabilità ad un livello nuovo; 
  • 2) pianificare momenti di incontro 1 to 1 con ciascuna delle persone del team per conoscerle meglio, supportarle e imparare a valorizzarle;
  • 3) imparare a tradurre e declinare gli obiettivi dell’azienda in obiettivi chiari e raggiungibili anche dal proprio team;
  • 4) applicare e sostenere una cultura del feedback, del riscontro e della reciproca valutazione e crescita;
  • 5) guidare la propria squadra attraverso il cambiamento agendo da esempio;
  • 6) valorizzarsi, prendersi del tempo per ricaricarsi e riposare.

Zoe Chance: Attenzione al coccodrillo!

Zoe Chance è statunitense, ricercatrice di marketing e concentra il suo intervento al WOBI 2019 Superminds su un tema: quello del cervello arcaico

Racconta che sono sostanzialmente 2 i sistemi che regolano le decisioni delle persone: da una parte il sistema avanzato, razionale e ragionevole che pondera il contesto e i suoi elementi e decide lentamente. Dall’altra parte il cervello del coccodrillo: veloce, istintivo, impaurito e pigro. Ad uno stimolo reagisce velocemente, sempre puntando al risparmio delle risorse e dello sfrozo.

La Chance indica con esempi, aneddoti, video e foto di vere campagne pubblicitarie del passato quali sono i 3 elementi più efficaci per stimolare il sistema più arcaico elle persone e generare in loro una risposta positiva, istintiva e subito persuasa all’acquisto!

Il primo è quello che lei chiama “moment of truth”: momento del bisogno. Si vende di più quando si riesce ad intercettare, al momento giusto, la domanda di un consumatore o un suo bisogno immediato, improrogabile, urgente.

Il secondo elemento è connesso con il contesto che si crea: la parte arcaica del cervello è molto sensibile ad alcuni argomenti; per esempio le sembra che un vino costoso sia più buono di uno economico, ha più paura di perdere qualcosa piuttosto che di non guadagnarlo e teme il rifiuto, l’emarginazione e l’isolamento. Le vendite migliorano quando si creano contesti specificamente orientati a questi 3 sentimenti.

L’ultimo elemento è la semplificazione, il più potente, il più efficace e il più irresistibile dei tasti da toccare. Semplificare la vita, ridurre la complessità di una procedura di acquisto, rendere più facile un’attività è linfa vitale per il cervello arcaico che si lascia subito convincere!

Simon Sinek: fare la cosa giusta anche quando nessuno sta guardando

Ultimo intervento: l’attesissimo Simon Sinek che, a differenza degli altri relatori di questo WOBI 2019, ha previsto che gran parte del suo intervento fosse sotto forma di risposte a  domande fatte dal vivo, direttamente dalle persone in sala.

La presenza di Sinek è serena e calma e trasferisce concetti complessi con la sua nota delicatezza e simpatia. Parla di una sua personale visione che spiega molto bene il mondo business, ovvero, l’idea del gioco infinito.

Spesso, secondo Sinek, il mondo delle imprese è in qualche modo mal interpretato e frainteso: è visto come una gara, una competizione, una battaglia da vincere. In realtà una partita si può vincere solo quando il gioco è “finito”, ovvero quando ha un numero di giocatori, un campo, una durata, delle regole, un obiettivo.

Il business, in realtà, ha attori che continuano ad entrare ed uscire, non ha regole fisse ma in continuo mutamento, non ha durate o date di scadenza, muta costantemente. L’obiettivo in questo tipo di gioco non deve e non può essere vincere o perdere, ma avanzare, perpetuarsi. Non si tratta di raggiungere o meno un risultato universale o una vittoria riconosciuta da tutti, ma di migliorare la performance dell’azienda. Solo lavorando in questa direzione si può assistere alla vera crescita: all’aumento della consapevolezza, del committment, all’innovazione nei processi, al miglioramento della fiducia e della cooperazione.

Tutti elementi che favoriscono la permanenza nel mercato e l’opportunità di fare ancora impresa e tentare nuove sfide puntando a nuovi margini di miglioramento!

Dopo questi messaggi luminosi e pieni di fiducia nel futuro, Superminds WOBI 2019 ha chiuso i battenti e salutato il pubblico promettendo nuovi stimoli ed idee per l’edizione 2020 del World Business Forum a cui saranno presenti Josè Manuel Barroso e Daniel Kahneman e che si chiamerà “The Incredibile NOW”.



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