Stew Friedman: Be a better leader, have a richer life

Di , scritto il 30 Novembre 2019
Stew Friedman – Total Leadership

Stew Friedman, docente e consulente aziendale, apre la seconda giornata di WOBI 2019 presentando il suo ultimo libro “Total Leadership”.

Quello di cui scrive e racconta è un vero e proprio modello per imparare a pensare e agire come un leader e per avere un impatto sulle persone e sulle cose che ci stanno a cuore.

Four-way leadership model

Il modello si basa su un concetto che – in effetti – è più olistico del semplice concetto di leadership: l’armonia. Secondo Friedman l’armonia delle sfere personali è la chiave per far funzionare la leadership e per avere risultati stabili e confortanti.

Le 4 sfere su cui si basa sono:

  • l’area professionale e lavorativa
  • l’area della famiglia e degli affetti 
  • l’area della propria community, degli amici
  • l’area personale, quella che coinvolge sé stessi.

Complessivamente tutte le sfere parlano di noi. Di ciò che amiamo, di ciò che vogliamo e di ciò in cui crediamo.

L’autore fa il parallelo con un quartetto jazz: una band in cui tutti i componenti devono poter suonare senza annullarsi o sovrapporsi, ma dandosi spazio a vicenda per un’armonia complessiva.

Essere leader significa sapere “chi si è” e “cosa si vuole fare”. Significa ispirare, orientare, fornire gli obiettivi, regalare entusiasmo e dare senso alle cose e alle azioni.

1. Autovalutazione dello stato dell’arte

Il primo step per raggiungere questa armonia è la propria auto-valutazione. 

Un self assessment che deve essere lucido e chiaro, che metta in evidenza lo stato dell’arte delle proprie sfere. L’approccio sembra quantitativo e complesso ma è molto intuitivo. 

Il segreto è dare un peso a ciascuna sfera in termini di importanza personale (Importance). La somma deve fare 100%, ovvio, ma ogni sfera può essere più o meno rilevante ai fini della propria personale felicità. 

Il secondo step è dichiarare, per ogni sfera, la quantità di sforzo e attenzione che si sta dedicando (Focus of attention). E questo è già un elemento interessante: se la sfera personale, quella di sé stessi, pesa il 20%, per esempio, e gli si sta dedicando il 5% del tempo, è evidente che c’è già uno squilibrio.

Ma non è finita: il passo successivo è valutare quanto si è effettivamente soddisfatti dello sforzo che si riesce a dare a ciascuna sfera (Satisfaction) da confrontare con l’ultimo elemento: i risultati che si ottengono dallo sforzo (Performance).

Il confronto dei 4 numeri per ogni sfera darà informazioni chiare e dolorose in qualche caso. Un esercizio spietato per qualcuno. Una doccia fredda che, però, fa emergere quali sono gli ambiti che si stanno trascurando e quali, invece, quelli a cui si sta complessivamente dedicando troppo sforzo a discapito dell’armonia complessiva.

2. Definire un piano

Il secondo step, figlio della prima valutazione, è quello di definire un piano. Un insieme di azioni, compiti e nuovi obiettivi che, a seconda del bisogno e della sfera su cui serve orientarsi, possono appartenere a diverse categorie.

Qualcuno potrebbe aver bisogno di:

  • ritagliarsi del tempo per valutare meglio (o in modo più imparziale) i propri pensieri e le proprie emozioni, per conoscerle di più e iniziare a guidarle
  • organizzare meglio il suo tempo e il suo spazio, prevedendo attività schedulate o veri e propri nuovi progetti di vita/cambiamento
  • riposarsi, praticare più attività fisica per rimettere in ordine la sfera personale, fisica, mentale e spirituale
  • divertirsi, godendosi la compagnia di chi ama e da cui riceve energia e soddisfazione
  • connettersi con più persone per condividere di più, diffondere le proprie idee e renderle più tangibili e più vicine alla realtà
  • delegare e ridistribuire i compiti, allocando al massimo le risorse sulle priorità più importanti
  • cambiare, lasciare e provare ad esplorare nuovi ambiti che possano generare nuovo entusiasmo e stimolo.

A seconda della propria necessità, non ci sono scuse. Bisogna agire.

3. Agire in modo sostenibile 

Eccoci alla parte finale: mettere in pratica il tutto. Iniziare, fare il primo passo verso un nuovo futuro che deve essere però praticabile e sostenibile.

E perché lo sia, e perché questo progetto di crescita e sviluppo personale possa arrivare davvero a compimento occorre che ogni azione sia:

  • compatibile con la propria persona (Be real): occorre che sia vera e autentica, non deve tradire minimamente ciò in cui si crede
  • integrale (Be whole): ogni azione deve sfiorare e toccare tutte le sfere per funzionare, non può focalizzarsi solo su un aspetto
  • innovativa e creativa (Be innovative), mai ripetere azioni già tentate e fallite, meglio sperimentare qualcosa di nuovo e di mai provato, in una formula diversa magari
  • valutata continuativamente (Reflect and grow) per valutarne i risultati e l’efficacia reale.

Fine ultimo, ovviamente, è una leadership efficace, un modello di comportamento e di valori che sia entusiasmante per sé ma anche per le persone che ci circondano.

Un modello di vita che sappia cambiare e rendere più felici tutti, noi stessi e chi ci segue. Questa è la vera leadership.



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