Che cosa sono i ‘certificati butterfly’ e i ‘certificati twin win’?

Di , scritto il 31 Marzo 2014

certificati butterflyLe caratteristiche di queste due importanti tipologie di certificates sono illustrate benissimo dai due grafici che alleghiamo, dove sull’asse delle ascisse è visualizzato l’aumento del sottostante (indici, azioni e materie prime – queste ultime sotto forma di spot e future) e su quello delle ordinate il rendimento del certificato, mentre la linea obliqua rappresenta il livello barriera (di cui torneremo presto a parlare).

I certificati butterfly (letteralmente, “farfalla”) sfruttano al meglio l’andamento del sottostante se questo è incerto. Riescono infatti ad amplificare le oscillazioni dei corsi, partecipando sia alle variazioni positive che a quelle negative del sottostante. Questi buoni rendimenti nelle fasi incerte vengono però ottenuti soltanto se il sottostante non tocca mai i livelli estremi di una determinata banda di oscillazione definita in precedenza. Se questa banda (per altro di solito molto ampia) viene malauguratamente violata, il valore nominale dell’investimento è in ogni caso protetto e viene rimborsato interamente quando il certificato giunge alla scadenza. Si capisce dunque che il grando vantaggio dei certificati butterfly sta nella possibilità di beneficiare (e non in maniera proporzionale, ma con un effetto leva) dei movimenti al rialzo o al ribasso, pur proteggendo il valore nominale del certificato.

TwinWinAnche i certificati twin-win (letteralmente “vincita gemella”) permettono di realizzare profitti sia nel caso di rialzi del sottostante che di suoi ribassi. L’unica condizione è che non venga mai toccato un determinato livello barriera, fissato all’emissione del certificato. Se viene toccato questo livello barriera il certificato twinwin diventa automaticamente un certificato benchmark.

Anche in questo caso siamo di fronte a una doppia opzione di rendimento però, una volta giunto alla scadenza, il valore nominale dell’investimento è rimborsato interamente soltanto se nel frattempo non è stata toccata la suddetta barriera. In quel caso l’investitore si vedrà rimborsato il valore nominale del certificato più un premio calcolato in base alla variazione assoluta del sottostante rispetto allo strike (o prezzo di esercizio).

In pratica, i vantaggi dei certificati twin-win stanno nella possibilità di ottenere rendimenti anche quando le prestazioni del sottostante non sono buone (però come dicevamo, non devono essere prestazioni pessime, tanto da fargli toccare o superare il livello barriera). Ribadiamo il fatto che, rispetto ai certificati butterfly, la protezione del capitale non è garantita.

Sia i certificati butterfly che i certificati twin win hanno un vantaggio rispetto ad altri certificati: la possibilità di investire somme piccolissime (anche meno di 100 euro) – caratteristica che li rende adatti anche ai piccoli o micro-investitori con un profilo di rischio comunque elevato.


2 commenti su “Che cosa sono i ‘certificati butterfly’ e i ‘certificati twin win’?”
  1. […] oggi a parlare dei certificati butterfly, per i quali sono importanti i concetti di rimborso minimo e rimborso […]


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