Tasso d’usura: cos’è e come influenza mutui e prestiti

Di , scritto il 31 Ottobre 2018

Spesso quando si parla di presti bancari si sente parlare di soglia massima dei tassi d’interesse e/o di tasso d’usura, due parametri da tenere presente al momento di una sottoscrizione contrattuale con un qualunque istituto creditizio o con una finanziaria.

Per approfondire meglio il discorso cercheremo quindi di concentrarci sul concetto di tasso d’usura bancaria, basandoci su quanto dice la Legge in materia e analizzando come capire se si sta profilando una situazione simile al momento della stipula di un mutuo o di un prestito.

Che cosa si intende per tasso d’usura?

Nel momento in cui un interesse applicato dalla banca o da una finanziaria supera il massimo consentito dalla Banca d’Italia si configura il reato d’usura bancaria, stabilito dalla Legge 108 del Marzo 1996.

Esiste quindi un cosiddetto tasso di soglia, oltre il quale nessun istituto di credito può andare nell’applicare il proprio margine di guadagno al prestito concesso al cliente, pena il rimborso a quest’ultimo della percentuale che sfora tale limite.

Questi limiti, quindi si parla di tasso usurario e gli interessi ingiustificati e non dovuti devono essere restituiti.

Il prestito tra privati: per evitare di incorrere in tassi ad usura

Per evitare tutti questi meccanismi burocratici e calcoli complessi, da alcuni anni sta prendendo piede anche in Italia il cosiddetto social lending, ossia un prestito tra privati che si mettono in contatto tramite piattaforme specializzate.

Un privato italiano che presta soldi a un altro non è assolutamente reato nel nostro paese; di qui la nascita di portali esclusivamente online dove creditore e debitore stabiliscono le condizioni del prestito, tra cui anche un tasso d’interesse legale e soprattutto vantaggioso per entrambi, senza ricorrere a intermediari.

È chiaro che il primo vantaggio di affidarsi al social lending è quello di evitare spese istruttorie e di avere una linea di credito a tassi d’interesse nettamente più bassi rispetto ai valori di mercato.

Inoltre molte di queste piattaforme sono monitorate dalla stessa Banca d’Italia, a tutela dei consumatori e a ulteriore garanzia di piattaforme trasparenti, legali e soprattutto affidabili.

Come si calcola il tasso di soglia usurario?

La banca D’Italia si fa dunque garante dei tassi d’interesse, e a cadenza trimestrale verifica per conto del Ministero dell’economia e delle Finanze il cosiddetto Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM), vale a dire la percentuale d’interesse annuale – al netto di tasse, imposte, ma comprensive di spese e remunerazioni accessorie – applicata dalle banche a imprese e privati.

Per capire se la vostra banca sta applicando un tasso usurario sul vostro prestito vi basta andare sulla Gazzetta Ufficiale – dove ogni 3 mesi viene pubblicato il TEGM – prendere la percentuale di riferimento e aumentarla di un quarto di punto percentuale.

A tale risultato dovrete poi aggiungere un margine di altri quattro punti percentuali per avere il valore finale del tasso di soglia usurario, oltre il quale potrete chiedere a un avvocato o a uno specialista finanziario il rimborso all’istituto di credito che vi ha concesso il prestito della quota d’interessi che cade oltre la soglia legale.



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