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Reddito di Cittadinanza, sospeso ad un avente diritto su cinque, chi sarà tagliato fuori dal sussidio

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Secondo le ultime stime Istat, almeno un titolare di reddito di cittadinanza su cinque, ne perderà il riconoscimento. Ecco chi rischia la sospensione del sussidio a partire dal nuovo anno.

Di recente, lo aveva annunciato Durigon della Lega “chi può lavorare non potrà stare più in poltrona e continuare a beneficiare dell’assegno”. Ed ora è arrivata la stratta definitiva della nuova squadra di Governo: la platea di beneficiari di reddito di cittadinanza sarà notevolmente ridotta ed in tempi molto brevi. Ma chi sarà tagliato fuori dal sussidio?

Attualmente, il sussidio introdotto nel 2019 dall’ex Governo Conte, è riconosciuto ad oltre 2,4 milioni di cittadini, con un impatto sulle casse dello Stato pari a circa 9 miliardi l’anno. Ma già a partire dai primissimi mesi del nuovo anno, le cose cambieranno e molti percettori perderanno il riconoscimento del diritto.

Del resto, la stessa neo Premier Giorgia Meloni non ne ha fatto mai un mistero, fin dalla campagna elettorale. Il suo intento è sempre stata l’abolizione, o quantomeno una accurata rivisitazione, della misura introdotta dal Movimento 5 Stelle.

Reddito di Cittadinanza: chi sarà tagliato fuori dal sussidio

La nuova squadra di Governo sembra avere le idee molto chiare in merito al reddito di cittadinanza e procede con passo svelto e sicuro verso una sua graduale abolizione. Lo stesso neo Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, ha parlato di “abolizione, con un periodo transitorio nel 2023 con maggiori controlli sul fronte di chi lo percepisce e di chi riceve offerte di lavoro”.

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E le stime presentate dal presidente dell’Istituto nazionale di statistica Gian Carlo Blangiardo, parlano chiaro: la riduzione del sussidio riguarderà almeno 846 mila beneficiari. In altre parole, ad un percettore su cinque non sarà più riconosciuto il diritto al sussidio. Ma chi dovrà dire addio al Reddito di Cittadinanza?

Nello specifico, lo stop al sostegno economico riguarderà i percettori di reddito di cittadinanza di età compresa tra i 45 ed i 60 anni, i cosiddetti occupabili che non hanno nel proprio nucleo di famiglia disabili, minori o anziani over 60.  In questo caso, il beneficio sussisterà solo per i primi otto mesi del prossimo anno, per poi essere definitivamente sospeso. Il provvedimento, approvato con la nuova legge di bilancio, permetterà un risparmio per le casse dello Stato pari a 734 milioni, già a partire dal prossimo anno. Va specificato, infine, che nel caso di soggetti non occupabili e quelli più fragili, il reddito di cittadinanza continuerà ad essere riconosciuto.