Pignoramento pensione, possono farlo? La risposta è tutt’altro che scontata

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Il Pignoramento della pensione è lecito soltanto in una certa misura, dovendo in ogni caso garantire una vita dignitosa del pensionato.

Col decreto aiuti bis, emanato nell’agosto 2022, il limite di pignoramento delle pensioni è stato rideterminato, provocando una modifica del codice di procedura civile.

In questo articolo vedremo quali sono i nuovi limiti di pignorabilità della pensione e analizzeremo anche una recente sentenza della cassazione che prende in considerazione il principio di pignorabilità rispetto a quando viene corrisposto l’importo della pensione.

Limite al pignoramento della pensione: la nuova norma

Col decreto aiuti bis, emanato nell’agosto 2022 e convertito in legge in settembre, è stata introdotta la disposizione del comma 7, all’art. 545 del c.p.c., che prevede, testualmente:

“Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge.”

Dalla lettura di questo comma, si evince che nessuna pensione può essere pignorata per un importo pari al doppio dell’assegno sociale, importo che nel momento in cui stiamo scrivendo ammonta al doppio di 503,74 euro, dunque 1.007,48.

Secondo quanto disposto dall’articolo 21 bis del decreto aiuti bis, il “minimo vitale” della pensione deve essere assicurato ad ogni pensionato, non importa la causa e l’ammontare dei debiti pregressi.

Come ragione della norma in oggetto si mette al primo posto la persona umana in quanto tale, salvaguardando la sua dignità, come espressamente sancito in Costituzione.

In particolare, l’incremento della quota impignorabile, che in passato arrivava ad 1,5 volte la somma dell’assegno sociale, serve a permettere comunque una vita dignitosa, senza privare il pensionato dei beni di prima necessità o della possibilità di pagare le utenze domestiche o un posto in cui essere assistito.

La massima della Cassazione

Secondo le indicazioni della Corte di Cassazione, non rileva la data in cui la pensione è stata accreditata rispetto ai nuovi limiti di pignorabilità delle pensioni.

Questo principio deriva dalla sentenza n. 47677 del 2022 della Suprema Corte di Cassazione, in un caso che coinvolge una situazione di pignoramento della pensione in seguito a sequestro.

Nel caso di specie, il ricorrente decise di rivolgersi al giudice di ultima istanza dopo un provvedimento del tribunale di Milano che, alla luce dell’ art. 545 c.p.c., aveva applicato i limiti di non pignorabilità della pensione soltanto sulle somme che erano state corrisposte al pensionato dopo il provvedimento di sequestro dei depositi.

Invero, la Suprema corte ha stabilito che i limiti di pignorabilità della pensione devono essere applicati sia prima, sia dopo il provvedimento di sequestro.

Di conseguenza, la Cassazione ha annullato il provvedimento del tribunale di Milano e ha disposto un nuovo giudizio dello stesso alla luce del principio stabilito dalla Suprema Corte.