Clamoroso errore dell’INPS, come ottenere il risarcimento da 10mila euro per il calcolo del TFS

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Un errore commesso dall’INPS potrebbe costargli molto caro, infatti il CGA ha stabilito che dovrà risarcire una somma piuttosto importante a chiunque presenti un ricorso.

Il problema causato dall’Istituto comprende un errato calcolo del TFS, il trattamento di fine servizio garantito ai dipendenti pubblici di Stato, il quale è risultato nettamente al di sotto rispetto a quanto spettasse a tre membri delle Forze dell’Ordine.

Il TFS rappresenta quella somma di denaro maturata durante gli anni di lavoro che viene garantita ed emessa ai dipendenti statali nel momento in cui terminano il loro servizio. L’emissione delle cifre sono garantite dall’INPS, il quale si occupa dell’erogazione e soprattutto del calcolo del TFS che, proprio come il TFR, deve sottostare a delle formule precise che cambiano a seconda delle circostanze e degli stipendi percepiti.

Un avvenimento che ha avuto come protagonista proprio il TFS è stato recentemente reso famoso in quanto in Sicilia ci sono stati 3 esponenti delle forze armate e dell’ordine che hanno contestato un pagamento all’INPS, dichiarando di aver percepito molto meno di quanto gli spettasse.

L’evento ha avuto luogo in Sicilia, quindi le tre persone si sono trovate a fare ricorso presso il CGA, ovvero il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia, l’organo di giustizia amministrativa più importante dell’Isola. Qui è stato aperto un procedimento nei confronti dell’INPS in quale risulterebbe essere colpevole di aver sbagliato la quantità di denaro emessa per diversi TFS.

Chi otterrà un risarcimento da 10mila euro dall’INPS

Il CGA, avendo le competenze e l’autorità per sostituire il Consiglio di Stato nella regione Sicilia, ha valutato il caso di 3 dipendenti statali che hanno fatto parte delle Forze Armate e dell’Ordine, decidendo che l’INPS dovesse loro non solo il giusto importo del Trattamento di Fine Servizio ma anche un risarcimento da ben 10mila euro.

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L’INPS infatti è stato ritenuto colpevole sia dal TAR che dal CGA di non aver calcolato adeguatamente il TFS, ignorando ben 6 scatti stipendiali ai dipendenti che si erano dimessi per problemi seri di salute o personali. Più precisamente i casi in oggetto riguardano un membro della Guardia di Finanza, di un membro della Marina Militare ed in un membro della Polizia di Stato.

Questo avvenimento ha portato alla luce una questione molto più ampia, infatti sembrerebbe che a causa di una erronea interpretazione di una legge sul TFS circa il 90% delle pratiche che coinvolgono i pensionati militari risulterebbero non proporzionate al diritto maturato dai lavoratori, i quali potranno aggregarsi all’appello per il ricorso.