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Spid, scadute le convenzioni Stato – gestori: gli italiani potrebbero dire addio al servizio

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Lo scorso dicembre sono scadute le convenzioni fra Stato e gestori del servizio ed anche se, attualmente, si va avanti con una proroga concessa dall’Agid, il futuro dello Spid appare più che mai incerto.

Il Sistema Pubblico di identità Digitale, meglio conosciuto con l’acronimo Spid, è un codice informatico che consente l’identificazione, in modo sicuro, di cittadini o aziende che hanno necessità di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti. Lo Spid è utilizzabile con qualsiasi dispositivo elettronico ed è composto da un username e una password.

Si tratta di un servizio particolarmente utile, giacché, consente a chiunque ne sia in possesso, di utilizzare in modo semplice, veloce e sicuro i servizi erogati online da più di 4 mila Pubbliche Amministrazioni. Tanto per fare un esempio, lo Spid è fondamentale per iscrivere i figli a scuola, compilare l’Isee sul sito dell’INPS o la dichiarazione precompilata dall’Agenzia delle Entrate, ma anche per richiedere diversi bonus e prestazioni sociali in totale autonomia. Ottenere l’identità digitale è un’operazione piuttosto semplice. Basta rivolgersi ad uno dei gestori di identità accreditati da AgID, come: Aruba PEC SpA, In.Te.S.A. SpA, InfoCert SpA, Lepida ScpA, Namirial SpA, Poste Italiane SpA, Register SpA, Sielte SpA e TI Trust Technologies Srl.

Ad ogni modo, proprio lo scorso dicembre sono scadute le convenzioni strette tra Governo e gestori e, nonostante, la proroga concessa dall’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid), in questi giorni, circolano voci su una possibile abolizione dello Spid.

Spid: cosa succederà all’identità digitale

Attualmente, sono oltre 33 milioni gli italiani in possesso dell’identità digitale. Del resto, con il passare del tempo, sempre più cittadini hanno capito l’importanza e la comodità di questo strumento. Tuttavia, lo scorso 31 dicembre 2022, si è conclusa la convenzione fra lo Stato e i gestori del servizio e, nonostante, l’intervento dell’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) che ha concesso una proroga, sembra destinato a calare il sipario sullo Spid.

Il motivo sarebbe da ricercare nella richiesta, da parte dei gestori del servizio, di un sostanzioso incremento della cifra percepita dallo Stato. Si parla di 50 milioni complessivi. In più, le aziende incaricate chiedono l’abrogazione degli schemi concorrenti affinché lo Spid fosse candidato per il futuro sistema europeo comune di identità digitale.

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Nel caso in cui, il tema non venga intavolato, appare improbabile che il servizio prosegua oltre giugno 2023. Intanto, il Governo suggerisce di favorire l’utilizzo della CIE (Carta di Identità Elettronica), ma i numeri parlano chiaro: nel solo 2022 sono state registrate più di un miliardo di autenticazioni effettuate tramite Spid.