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Naspi, occorre firmare un documento per non perderla: attenzione

State attenti a non perdere la Naspi. I richiedenti devono firmare un documento: il GOL. Scopriamo i passaggi.

 

I titolari di Naspi accedono al programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) pensato per favorire le opportunità di ricerca e accompagnamento al lavoro di tutti coloro che stanno cercando una nuova occupazione. Sono, infatti, iniziate le chiamate dei centri per l’impiego per la firma del patto collegato. Il programma contiene un’ampia e aggiornata offerta di servizi mirati all’inserimento o reinserimento lavorativo dei disoccupati e la qualificazione o riqualificazione professionale dei disoccupati.

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Il programma, quindi, intende favorire le opportunità di ricerca e accompagnamento al lavoro per i cittadini in cerca di occupazione. L’iniziativa è una vera e propria assicurazione sociale per l’impiego e infatti va incontro ai bisogni dei percettori del reddito di cittadinanza, dei lavoratori in cassa integrazione, dei disabili, delle donne e anche di altre categorie.

Il GOL fa parte della lista degli obiettivi del PNRR inerenti al periodo 2021-2025 della Missione 5, Componente 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rivolta alle politiche del lavoro e viene applicato in combinazione con il potenziamento dei centri per l’impiego.

Programma Gol per i percettori di Naspi: perché parlarne?

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La Naspi è un’indennità mensile di disoccupazione versata su richiesta dell’interessato che ha sostituito ASpI e MiniASpI. La Naspi viene applicata in base ad eventi di disoccupazione involontaria a partire dal primo maggio 2015. Visto che in Italia sono moltissimi i percettori di Naspi e che l’importo viene erogato per un lasso di tempo limitato, risulta essere molto importante il programma GOL soprattutto per l’estrema importanza della firma del relativo patto presso i centri per l’impiego. Sia i percettori di Naspi sia i centri dell’impiego saranno costretti ad attuare gli obiettivi prefissati dal programma.

Il programma GOL è nato in seguito ai provvedimenti dello Stato per la legge di Bilancio 2021, in base alla quale, sono state stanziate risorse per un fondo ad hoc per l’attuazione di misure di politica attiva compatibili con il programma React EU.

Sono poi le regioni e i CPI locali a dover attuare l’iniziativa per l’occupazione e la rioccupazione cercando di dare una efficace risposta alla domanda di lavoro dei disoccupati. A loro, infatti, spetta il compito di assicurare anche attività di formazione e rafforzamento delle competenze. Questo vale soprattutto per i percettori di Naspi che incassano l’indennità mensile di disoccupazione che però ha una durata di 24 mesi.

Secondo il programma, entro il 2025, almeno l’80% dei CPI in ciascuna regione dovranno mettere in pratica gli standard definiti dall’iniziativa.

I centri per l’impiego e programma GOL: quali sono gli obiettivi?

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Il programma GOL è mirato al miglioramento delle politiche attive regionali. Per questo motivo deve indicare ai CPI le direttive per favorire la nuova occupazione integrando tra loro i servizi presenti sul territorio.

Gli interventi vengono differenziati per età, per tipologia e per livello di competenze. Devono essere considerate anche le caratteristiche del mercato del lavoro locale e le necessità delle imprese del territorio.

Importante è anche la cooperazione tra sistema pubblico, agenzie per il lavoro, soggetti privati che fanno formazione imprese del territorio che il GOL intende favorire. In questo modo, il CPI può essere il centro di riferimento tra domanda e offerta di lavoro a livello locale.

Il CPI, attraverso la stipula del patto di servizio personalizzato, orienterà il percettore di Naspi verso uno dei percorsi previsti. Prima di iniziare, l’interessato dovrà dichiarare l’immediata disponibilità al lavoro (DID). Fatto ciò, nel patto troverà indicato il percorso di politica attiva che si impegna ad iniziare.

Percorsi formativi per i partecipanti

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I beneficiari dell’iniziativa potranno svolgere uno dei cinque percorsi formativi differenziati in base all’esperienza lavorativa e alle caratteristiche del soggetto interessato.

I percorsi sono 5 e possono durare fino a 12 mesi.

  • profili con necessità di nuove competenze: percorso di riqualificazione e reskilling fino a 300 ore di attività formative;
  • profili con ridotta occupabilità: percorso ad hoc di lavoro e inclusione con il coordinamento della rete dei servizi territoriali;
  • profili con necessità di adeguamento della preparazione e delle competenze: percorso di aggiornamento breve per migliorare il proprio profilo professionale al fine di renderlo più appetibile per le aziende;
  • profili esclusi dal mercato del lavoro causa crisi aziendale: percorso
  • di ricollocazione collettiva;
  • profili ad alta occupabilità con esperienza e competenze richieste dal mercato: percorso lineare di reinserimento lavorativo.

La legge di Bilancio 2022, per l’attuazione di queste misure, ha previsto la possibilità di sottoscrivere accordi tra autonomie locali, soggetti pubblici e privati, enti del terzo settore, associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Gli enti locali potranno occuparsi dell’attuazione del progetto anche mediante il supporto dell’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro).