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Una PEC dell’Agenzia delle Entrate che non viene letta ha comunque valore?

Fino a qualche anno fa, l’Agenzia delle Entrate comunicava con i cittadini solo tramite raccomandata, ora però sta diventando sempre più comune l’uso di PEC, il servizio di Posta Elettronica Certificata, che ha le stesse caratteristiche legali della lettera.

La PEC quando viene inviata emette una certificazione di avvenuta consegna ed una certificazione al momento dell’apertura della stessa, cosa succede nel caso in cui non venga letta? Ha ancora valore legale o comporta l’annullamento della comunicazione?

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Pec dall’Agenzia delle Entrate – freepik

La PEC dell’Agenzia delle Entrate, quando ha valore

La PEC costituisce una via alternativa alle raccomandate cartacee con cui è possibile inviare documentazione in modo sicuro e vincolato legalmente, in quanto fornisce una serie di informazioni legate all’invio ed alla ricezione della mail.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione sta cominciando ad usare sempre più spesso questo strumento per inviare documentazione relativa, ad esempio, alle notifiche di pagamento che hanno carattere d’urgenza. Con la PEC si ricevono più nello specifico 3 ricevute, la prima nel momento dell’invio della mail, la seconda quando il messaggio arriva nella casella del destinatario e l’ultima al momento dell’apertura.

Le ricevute, contenenti data ed ora, hanno valore legale e non possono essere ignorate o modificate. Nel caso in cui la mail non venga letta, il destinatario ha la piena responsabilità delle sue azioni ed ovviamente il non essere a conoscenza del contenuto della PEC non invalida la stessa.

Bisogna anche prestare particolare attenzione alle sezioni della posta indesiderata o dello spam, sezioni nelle quali le comunicazioni potrebbero finire occasionalmente, correndo il rischio che vengano cancellate secondo i termini stabiliti dalle caselle di posta.

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Corrispondenza mail, PEC – freepik

Cosa può invalidare una PEC dell’Agenzia delle Entrate

Sono presenti tuttavia tutta una serie di errori che può commettere l’Agenzia delle Entrate-Riscossione durante l’invio della mail, alcuni dei quali talmente gravi da dover annullare le cartelle dei debitori in maniera definitiva.

Il primo errore, famoso anche per i fatti recenti, che ha portato l’Agenzia delle Entrate-Riscossione all’annullamento di numerosissimi casi di debito, riguarda l’invio della PEC ad un indirizzo non presente nei registri pubblici, commettendo quindi un illecito molto grave.

Infine, un altro aspetto che ha portato all’annullamento delle pratiche riguarda proprio le notifiche della PEC dato che, nella versione di base, il PDF fornito come documento legale risulta essere editabile e quindi non è ritenuto idoneo. Sarà quindi compito dell’Agenzia dimostrare di aver inviato correttamente la notifica di pagamento, documentando l’avvenuta consegna della mail con modalità diverse ed accettate a livello legale.