Home » Riscaldamenti a 19°C, ci sono rischi per la salute? Il grado della discordia

Riscaldamenti a 19°C, ci sono rischi per la salute? Il grado della discordia

L’autunno è agli sgoccioli ed i mesi freddi stanno per arrivare, le famiglie si stanno già occupando di attuare tutti i cambiamenti per garantire un risparmio in bolletta. Tra le norme anti spreco c’è anche l’obbligo di non superare i 19°C in casa, ma quali sono i rischi per la salute?

Ormai si parla solo di risparmio, spese, costi e rialzi, senza soffermarsi troppo sullo stato di salute che avranno i cittadini durante i mesi freddi. Cosa dicono gli esperti sull’ordinanza del Governo che tutti saranno obbligati a rispettare?

riscaldamento basso
Cosa si rischia con 19°C – solofinanza.it

Il regolamento del Governo

Il contesto in cui si trova l’Italia attualmente non è di certo semplice e dalle novità che arrivano si può dedurre che la situazione non migliorerà nel breve periodo. I provvedimenti presi dal Governo uscente e dal nuovo Governo del centrodestra sono tutti incentrati sul contrastare le emergenze relative alle mancate forniture di gas e materie prime.

Molti dei prodotti che arrivavano dall’estero infatti sono stati ridotti nelle quantità o addirittura bloccati, specialmente le forniture che arrivavano dalle zone ora in guerra. Questo ha portato all’innalzamento di prezzi di carburante, utenze, alimenti e beni di prima necessità.

Per razionare il gas disponibile sono state disposte delle regole ben chiare che, se applicate correttamente, porteranno al risparmio di quantità di metri cubi di gas davvero notevoli.

Le norme ridurranno i giorni di accensione dei riscaldamenti, accendendoli una settimana più tardi e spegnendoli una settimana in anticipo. Le temperature inoltre non dovranno superare i 19°C ed è proprio questo aspetto che preoccupa le persone, ma cosa dicono gli esperti sui rischi per la salute?

riscaldamenti bassi 19°C
Riscaldamenti bassi, quali rischi – freepik

Cosa si rischia con il riscaldamento a 19°C

Il prof. Fabrizio Pregliasco, Direttore scientifico di Osservatorio Influenza, Professore Associato di igiene generale ed applicata presso la sezione di Virologia del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’università degli studi di Milano e Direttore Sanitario I.R.C.C.S. Ospedale Galeazzi Sant’ Ambrogio di Milano, è stato interrogato sulla questione ed ha spiegato: “Il calo o l’aumento della temperatura esterna è in effetti qualcosa che avvertiamo immediatamente sul nostro corpo. Una diminuzione delle temperature ha un effetto soprattutto sull’apparato cardiovascolare: il nostro organismo reagisce facendo aumentare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca.

È stato dimostrato come vivere regolarmente in un ambiente troppo freddo abbia un effetto negativo sulla salute ed è noto che vivere in case in cui il termostato indica valori troppo bassi concorra a causare un aumento delle malattie e dei decessi durante l’inverno, ma nel passaggio da 20 a 19 gradi la sensibilità è elevata, ma i rischi per la salute sono contenuti. Anzi, in realtà, tenere un grado in meno in casa, non solo fa risparmiare ma è la temperatura perfetta.

In linea generale, nessun timore dunque in vista di una stretta che appare necessaria per far fronte al costo del gas, schizzato alle stelle. Se si ha freddo basta vestirsi un po’ più pesanti. Gli unici che potrebbero risentirne a livello di salute sono i soggetti fragili, a partire dalle persone più anziane. Con l’avanzare dell’età il nostro sistema di termoregolazione si deteriora: ecco perché molti anziani avvertono maggiormente il freddo e possono rischiare fenomeni di ipotermia senza accorgersene. È a loro che bisogna pertanto porre maggior attenzione nei mesi freddi.”