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Tagli sulla pensione reversibilità, quando possono e non possono essere effettuati

La pensione di reversibilità è quell’assegno che viene fornito, in caso di decesso del titolare, ai componenti della famiglia ancora in vita. L’importo della pensione tuttavia non è totale, anzi prevede tagli piuttosto consistenti.

Quando si parla di pensione di reversibilità si affronta sempre un tema molto delicato, in quanto la famiglia deve provvedere non solo al dolore della perdita del proprio caro, ma devo occuparsi anche degli affari burocratici, che gli permetteranno di mantenere un’entrata economica.

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Pensione reversibilità – solofinanza.it

Come viene calcolata la pensione di reversibilità

Quando un pensionato viene a mancare, il suo assegno pensionistico viene erogato ai componenti del nucleo familiare che più risultano vicino a lui, comprendendo il coniuge, i figli o gli altri eredi.

L’assegno, che viene distribuito solamente tramite domanda effettuata sul portale INPS, è soggetta a dei tagli che variano a seconda di diversi fattori, tra cui il possesso di altri redditi da parte del beneficiario o di suoi eventuali altri lavori.

I tagli, che fortunatamente non in tutti i casi vengono applicati, potrebbero fare una bella differenza, infatti partendo da un primo dato fisso che corrisponde al 60%, ulteriori riduzioni vengono effettuate nel momento in cui il beneficiario ha un reddito superiore ai 20.429,37 euro, che corrisponderanno a:

  • 25% su redditi sopra 1.576,14 euro al mese (3 volte il trattamento minimo)
  • 40% su redditi sopra 2.101,52 euro al mese (4 volte il trattamento minimo)
  • 50% su redditi sopra 2.626,90 euro al mese (5 volte il trattamento minimo)

Il trattamento minimo, che nel 2022 è pari a 525,38 euro, cambia di anno in anno in quanto viene adeguato al costo della vita e quindi, all’inflazione.

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Tagli sulla reversibilità – freepik

In quali casi non viene tagliata la reversibilità e come richiederla

Ad alcune categorie fortunatamente non viene effettuato alcun taglio, in quanto hanno diritto alla pensione di reversibilità al 100%.

Tra le categorie salvaguardate rientrano:

  • il coniuge che ha a carico due o più figli
  • i figli minori, studenti o affetti da disabilità
  • i coniugi superstiti che hanno un reddito IRPEF inferiore a 20.429,37 euro all’anno
  • i coniugi che hanno costituito unione civile

Affinché la pensione di reversibilità venga erogata, bisogna presentare domanda telematicamente all’INPS, accedendo con le proprie credenziali CIE, CNS o SPID, oppure ci si può recare al CAF, il quale offrirà assistenza.

Nella domanda si dovranno allegare: il certificato di morte e di matrimonio, la dichiarazione dello stato di famiglia, la non pronuncia di sentenza di separazione, la dichiarazione dei redditi degli anni precedenti e la dichiarazione sul diritto alle detrazione d’imposta e di reddito.