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La mente può vincere il dolore fisico? La risposta ti lascerà a bocca aperta

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Un moderno approccio scientifico potrebbe cambiare radicalmente la percezione del dolore cronico. Ecco i risultati di un curioso esperimento in merito

Soffrire di dolori cronici purtroppo è una condizione comune a molte persone, le quali non possono fare altro che conviverci e cercare di tamponare il più possibile. Chi ne ha le possibilità si lascia andare a cure specifiche, assume antidolorifici, si sottopone ad agopuntura e prende tutta una serie di provvedimenti volti a migliore a questa tediante situazione.

Al contempo però la scienza ha dato i suoi frutti in tal senso con un’interessantissima ricerca clinica chiamata Terapia di rielaborazione del dolore o PRT (dall’inglese Pain Processing Therapy). L’obiettivo di questo percorso era quello di riprogrammare il cervello insegnandogli che il dolore non era frutto di lesioni persistenti del tessuto, bensì di un malfunzionamento dei circuiti neurali correlati alla paura del dolore.

Come si può alleviare il dolore cronico senza l’aiuto di analgesici e medicinali

Un meccanismo che gli esperti hanno categorizzato col nome di catastrofizzazione. A tal proposito chi si è sottoposto alla ricerca ha poi compreso che sia la prima manifestazione del dolore che gli episodi più intensi che si sono susseguiti, erano correlati ad importanti fattori di stress della propria vita.

Al contrario invece in seguito a giornate o ed episodi di svago e divertimento il dolore alle volte nemmeno si manifestava. Anche altri approcci scientifici in passato avevano dato testimonianza di ciò, lasciando praticamente di sasso i pazienti, increduli di fronte a questa “scoperta”.

Anche coloro che hanno partecipato al programma multidisciplinare sul dolore del Centro ambulatoriale dello Spaulding Rehabilitation Network a Medford in Massachussetts si sono ritrovati dinanzi a questa spiegazione che di prima impatto non sembra avere nulla di razionale.

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Chiaramente sono necessarie ulteriori evidenze per poter appurare realmente che i pensieri negativi possano peggiore il dolore fisico che si prova in un determinato periodo della propria esistenza. Ciò che però non bisogna sottovalutare i risultati sanitari peggiori a fronte di una maggiore catastrofizzazione dell’evento.

Uno dei primi studi avvenuti nel 1998 e che riguardava nello specifico le vittime di incidenti stradali ha portato alla luce che coloro che provavano maggiormente dolore erano i soggetti che tendevano ad essere più tristi nel loro modo di pensare. Al contempo anche delle ricerche recenti si allineano a questi risultati come quella sui pazienti affetti da artrite reumatoide che valutavano il loro dolore come molto elevato. Avevano una qualità della vita peggiore rispetto ad altri affetti dalla medesima patologia che però non vivevano la stessa condizione mentale di disagio.