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Caldaia, quando è obbligatorio sostituirla: la legge è inequivocabile ma in pochi lo sanno

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In pochi lo sanno, ma ci sono precise normative che prevedono l’obbligo di sostituire la vecchia caldaia. Ecco secondo la legge quando bisogna cambiare il generatore di calore.

Con l’arrivo della stagione invernale ed il brusco calo delle temperature è diventato inevitabile l’utilizzo del riscaldamento, intensificando l’uso della caldaia. Tuttavia, in pochi sanno che, dopo un determinato periodo di tempo, è previsto l’obbligo di cambiarla.

Nello specifico, secondo le leggi in vigore, sostituire la caldaia diventa obbligatorio trascorsi 10 – 15 anni circa. Questo vale sia per le case in condominio, sia per quelle singole indipendenti.
Ad ogni modo, questo dipende soprattutto dal tipo di dispositivo che si ha. Infatti, diventa obbligatorio sostituire il proprio generatore di calore dopo 10 – 15, nel caso in cui si abbia in casa una caldaia tradizionale a camera stagna.

Questo tipo di caldaie, per legge, non possono essere più immesse sul mercato, tuttavia, possono essere comunque installate fino ad esaurimento scorte.

Quando è obbligatorio per legge cambiare la caldaia?

Abbiamo visto che la sostituzione della caldaia diventa obbligatorio per legge quando si tratta di un dispositivo tradizionale a camera stagna con più di 15 anni di vita. La normativa del nostro Paese, inoltre, stabilisce che le caldaie abbiano un certificato di garanzia attraverso il quale venga attestato rispetto di tutti gli standard di sicurezza e le normative vigenti. Il documento che deve contenere tutte le informazioni relative all’efficienza energetica del dispositivo, deve essere rilasciato da un tecnico specializzato. Questo significa che, in mancanza di questa certificazione è necessario per legge provvedere alla sostituzione della caldaia, anche dovesse avere meno di 15 anni di vita.

Ricapitolando, è obbligatorio per legge cambiare un apparecchio quando ha più di 15 anni o non rispetta gli standard minimi di efficienza energetica richiesti dalla normativa vigente. In più, è indispensabile dotare il dispositivo di un certificato di garanzia redatto e firmato da un tecnico specializzato.

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Oltre alla legge, un altro buon motivo per sostituire la vecchia caldaia con un dispositivo più moderno, riguarda la significativa riduzione del consumo energetico, quindi, dei costi in bolletta. Una caldaia tradizionale, con il passare del tempo, perde efficienza, con la conseguenza di un aumento di circa il 30% del consumo del gas. In altre parole, un vecchio apparecchio a gas appesantisce e non di poco le bollette. Non meno importante poi, la questione legata alla sicurezza. Un dispositivo obsoleto può facilmente rilasciare delle perdite di gas o delle esalazioni di monossido di carbonio, potenzialmente letali per chi è dento casa.