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Pignoramento, l’incubo delle famiglie: si può perdere anche la casa

Quando si hanno dei debiti, sale la paura di perdere la casa in cui si vive con la propria famiglia. Ma davvero, in caso di debiti si può arrivare a perdere anche la casa?

Chiaramente, il pignoramento della propria casa è un vero e proprio incubo, un evento che non vorremmo mai accadesse. Tuttavia, nel caso in cui non dovessimo riuscire a pagare dei debiti ai nostri creditori, potremmo trovarci di fronte al pignoramento dell’immobile, quindi, all’espropriazione forzata della nostra casa.

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Pignoramento della casa: quando è possibile?

Una casa viene pignorata nel momento in cui, un debitore non è più in grado di far fronte ai propri impegni finanziari e quindi, si trova in uno stato di insolvenza.

In questi casi, i creditori possono agire affinché la casa di proprietà del debitore venga pignorata. Solitamente la procedura si conclude con la vendita all’asta degli immobili pignorati, affinché, con il ricavato, il creditore possa rientrare in tutto o in parte delle sue spettanze.

La procedura di pignoramento, anche della prima casa ovvero dell’abitazione principale, può essere chiesta da qualsiasi creditore sia esso una banca o un privato. Per quanto riguarda il pignoramento di un immobile da parte dell’Agenzia delle Entrate, può essere avviato solo a determinate condizioni, come previsto dalla Legge 98/2013. Per procedere al pignoramento della casa il Fisco dovrà accertare che esistano le condizioni per poterlo fare:

  • Il debito deve ammontare ad almeno 120 mila euro;
  • Il valore complessivo degli immobili di proprietà del debitore sia pari ad almeno 120 mila euro;
  • Il debitore deve avere la possibilità di rateizzare il pagamento di quanto dovuto al Fisco.

Pignoramento della casa: come bloccarlo?

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Anche a pignoramento avviato, è possibile accordarsi con il creditore attraverso uno strumento chiamato “accordo transattivo”.

La proposta transattiva, deve comunicata dal debitore o dal suo legale rappresentante all’avvocato del creditore e può essere di due tipi:

  • Saldo e stralcio. In questo caso, il creditore rinuncia ad una parte dell’importo a patto che il debitore paghi la rimanenza in una o al massimo tre rate.
  • Dilazione di pagamento. In questo caso, il debitore ha la possibilità di rateizzare il proprio debito.

Una volta ricevuta la somma pattuita, i creditori firmeranno la rinuncia agli atti, che segna l’estinzione del debito una volta per tutte. In buona sostanza, attraverso questo importante documento, il creditore o i creditori rinunciano ad avanzare qualsiasi pretesa nei confronti del debitore, presente e futura.