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Debiti con il Fisco, attenzione: in questi casi non devi pagare

Il mancato pagamento di tasse e tributi potrebbe comportare l’emissione di cartelle esattoriali da parte del Fisco. Tuttavia, ci sono dei casi in cui non devi pagare. Ecco tutti i dettagli.

Essere insolvente nei confronti dell’Agenzia delle Entrate può comportare diversi rischi. Non versare il dovuto, comporta innanzitutto, l’emissione di cartelle esattoriali e, poco dopo, delle procedure di pignoramenti dei tuoi bene. Ma non tutti sanno che ci sono alcuni casi in cui c’è la possibilità di non pagare. Ecco come non pagare la cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate.

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Come non pagare la cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate?

I contribuenti che hanno debiti con la Pubblica Amministrazione, potrebbero vedersi notificare una cartella esattoriale, ovvero un sollecito di pagamento del debito entro un termine specifico. Come tutti sanno, il mancato versamento entro i termini stabiliti, può comportare il pignoramento dei beni del debitore, l’ipoteca sugli immobili oppure il fermo amministrativo dei veicoli. A tal proposito, potrebbe essere utile sapere che in alcuni casi specifici, i debitori non sono obbligati al pagamento. Vediamo in quali casi è possibile non pagare una cartella esattoriale.

Cartelle esattoriali: quando non devono essere pagate

Ovviamente, tutti i contribuenti hanno il dovere di pagare sempre tasse e tributi. Tuttavia, proprio come abbiamo anticipato, ci sono dei casi particolari in cui le cartelle esattoriali possono non essere pagate. Ad esempio, possiamo trovare delle vie di fuga, nel caso in cui, siano stati commessi degli errori formali da parte dell’Agenzia delle Entrate. I difetti di notifica, sono tra le cause che rendono non valide le cartelle.

Ad oggi, l’invio delle cartelle di pagamento, è esclusivamente per via telematica tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). Nell’inoltro della PEC, l’Agenzia delle Entrate è tenuta ad usare un indirizzo di posta contenuto nei registri pubblici. Pertanto, è opportuno sempre controllare l’indirizzo dal quale si riceve un’eventuale sollecito di pagamento. Nel caso in cui, si dovessero riscontrare dei difetti di notifica, proprio come l’utilizzo di un indirizzo PEC differente, è possibile presentare ricorso al giudice ed ottenere l’annullamento dell’atto.

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L’altra possibilità per non pagare una cartella esattoriale, è la prescrizione. In questo caso, potrebbe pervenire una cartella esattoriale oltre i limiti di tempo, ovvero, quelli oltre i quali i debiti verso l’Agenzia delle Entrate scadono. Ricordiamo che nello specifico sono esattamente:

  • 10 anni i termini per Irpef, imposta di Registro, Iva, Imposta ipocatastale, Irap, canone Rai, diritti della Camera di Commercio
  • 5 anni i limiti di tempo per le sanzioni amministrative, multe per infrazioni al codice della strada, contributi previdenziali, imposte locali (Tari, Ici, Imu, Tarsi, Tasi)
  • 3 anni i limiti di tempo prima che il bollo auto vada in prescrizione.