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Pensione a 55 anni: sogno o realtà? Lo sapremo presto

La pensione è sempre un argomento spinoso da affrontare, specialmente perché a causa dei cambi di Governo spesso vengono effettuate delle modifiche che cambiano ulteriormente le situazioni attuali dei lavoratori. Fortunatamente però alcuni possono ancora andare in pensione a 55 anni.

Alcune categorie di lavoratori non devono raggiungere obbligatoriamente l’età di 67 anni, che è l’età minima prevista dalle misure attualmente in corso di validità, ecco chi può smettere di lavorare a 55 anni ed a quanto ammonterà la pensione.

pensione anticipata
Andare in pensione a 55 anni – solofinanza.it

Le pensioni in Italia

Le misure attuali consentono alle persone di andare in pensione solo al compimento dei 67 anni e per godere di una pensione anticipata bisogna rientrare nei requisiti delle norme aggiuntive come ad esempio l’APE volontario, l’Opzione Donna o la Quota 102.

Andare in pensione a 55 anni, ben 12 anni prima della classica pensione di vecchiaia, è possibile, anche se solo per una platea ristretta di lavoratori che rispettano e soddisfano i rigidi requisiti consultabili nella loro interezza nel sito ufficiale dell’INPS.

Con il centrodestra al governo molto probabilmente si potrà assistere a dei cambiamenti in favore dei pensionati, in quanto queste tematiche erano largamente presenti all’interno del programma elettorale, incentrate soprattutto sull’aumento delle pensioni e sulla riduzione dei requisiti necessari per lasciare il mondo del lavoro.

come andare in pensione a 55 anni
Pensione anticipata – pixabay

Chi può andare in pensione a 55 anni

Il pensionamento a 55 anni è raggiungibile da tutti quei lavoratori precoci che hanno raggiunto 41 anni di contributi versati di cui almeno uno avvenuto prima del compimento dei 19 anni. Questa opportunità viene chiamata Quota 41 e può comprendere i lavoratori che hanno svolto lavori usuranti o notturni, gli invalidi oltre il 74% ed i caregiver che assistono da almeno 5 mesi i parenti od il coniuge portatori di handicap fino al secondo grado.

Oltre a queste persone, possono accedere alla Quota 41 anche le vittime di terrorismo e gli appartenenti ai comparti di Difesa, Sicurezza o soccorso.

Per quanto i requisiti siano abbastanza chiari per i lavoratori, il cui unico requisito consiste nei 41 anni di contributi versati di cui almeno uno prima dei 19 anni, il ragionamento diventa un po’ più complesso quando si parla di invalidi, dato che hanno bisogno di almeno 5 anni di contributi, di cui 3 anni maturati negli ultimi 5 anni.

Oltre a questo, gli invalidi hanno anche bisogno di un documento medico che accerti la condizione di salute e la percentuale di invalidità, che deve superare il 74%.

L’assegno viene calcolato tramite l’uso del sistema misto, che tiene conto dei contributi versati prima del 1996 (con sistema retributivo) e quelli versati dal 1996 (con sistema contributivo).