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Vicini rumorosi? Vi spetta un risarcimento: ecco quando

Chi vive in città, magari in un condominio, capisce bene cosa implichi vivere a stretto contatto con i propri vicini di casa.

Il vicino della porta accanto quello del piano di sopra e la signora del primo piano. In molti conoscono e vivono quotidianamente questo tipo di dinamiche. Ma quando sono rumorosi? Che si fa?

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Se avete dei vicini rumorosi vi spetta un risarcimento, quando?

Un rapporto amichevole con i propri vicini costituisce un vantaggio per tutti i condomini, infatti qualsiasi questione emerga può essere risolta rapidamente attraverso il dialogo. Non sempre però le relazioni con i vicini di casa sono così solide.

Capita molto più spesso, purtroppo, che i rapporti di vicinato siano complessi e di difficile gestione. Una delle questione sulle quali si discute di più riguarda le immissioni. Per la legge le immissioni sono le propagazioni, di fumo, calore, rumore e altri tipi simili, che vanno dalla proprietà di un soggetto a quella di un altro. È normale che tra condomini le immissioni di questo tipo costituiscano un fenomeno quotidiano.

È anche vero però che sia la legge che anche la buona educazione pongono dei limiti a questo tipo di propagazioni. La legge in particolare prevede che in caso di vicini rumorosi, ricorrendone le condizioni, si possa chiedere il risarcimento dei danni da immissioni. Un esempio lo ha dato la Corte di Cassazione in una sentenza recente riguardo il rumore provocato dall’utilizzo di condizionatori per l’aria. Se il rumore, infatti, supera le soglie di legge consentite, anche in base alla fascia oraria, non si rischia solo il risarcimento di tipo civile.

Cosa prevede il codice penale sul risarcimento, vicini rumorosi

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Infatti, il codice penale prevede proprio un reato, articolo 659, intitolato disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Dunque, in caso di produzione di rumori molto forti si rischia il processo penale. Per quanto riguarda il risarcimento civile sempre la Corte di Cassazione con la recente sentenza 1025, ha chiarito un punto importante. In particolare, per quanto riguarda la prova da dare al giudice per ottenere il risarcimento del danno da rumore eccessivo.

Secondo la Cassazione le prove da fornire per ottenere il risarcimento da immissioni di rumore sono essenzialmente due. La prima riguarda la fascia oraria in cui avvengono le immissioni illegittime. Infatti, durante il giorno e la notte si hanno soglie di rumore differenti, e per dirsi superata la soglia bisognerà identificare la fascia oraria corretta. La seconda prova riguarda la necessità di misurare correttamente l’intensità dell’immissione. Infatti, secondo i giudici la precisa misurazione del rumore ambientale è essenziale per dare la prova del superamento delle soglie di legge, e dunque per ottenere il risarcimento del danno.