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Legge 104, grandi cambiamenti riguardo il referente unico: svolta attesa da tutti

La legge 104 prevedeva la designazione di una persona dedicata all’assistenza di una persona affetta da disabilità, il quale poteva godere di giorni di permesso dal lavoro e di una retribuzione. Con la nuova normativa tutto questo dovrà cambiare.

Da ora non sarà più obbligatorio scegliere un unico referente che possa occuparsi di un invalido con gravi disabilità, il Governo ha cambiato totalmente il modo in cui si può assistere una persona fragile, l’agevolazione è stata approvata il 13 Agosto.

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Referente unico, le novità – pixabay

Referente unico, come cambiano le norme

Dal 13 Agosto 2022 è stata approvata la novità riguardante i permessi e le retribuzioni dei referenti che assistono persone gravemente disabili. Prima di questa data, chi era stato scelto come referente aveva tutti i diritti spettanti a chi presta assistenza agli invalidi, venivano infatti garantiti i permessi lavorativi pagati dall’INPS come contributi figurativi, che spettavano al disabile, ai genitori, al coniuge o convivente ed a parenti o affini entro il terzo grado di parentela.

Attualmente, seguendo le nuove direttive fornite dal Governo quest’estate, le agevolazioni permettono ai referenti designati di:

  • avere 3 giorni di permesso lavorativo garantiti durante l’arco mensile
  • godere di due anni di congedo straordinario, anche in modalità frazionata
  • avere un congedo parentale per figli disabili dalla durata massima di 3 anni

Bisogna però ricordare che, in caso di referenti diversi, i permessi andranno distribuiti e non potranno essere accumulati.

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Legge 104, le novità – pixabay

Come richiedere i permessi per i referenti

Le modalità per poter richiedere i permessi da parte dei referenti non hanno subito sostanziali cambiamenti e per poter accedere ai permessi lavorativi, il familiare che assisterà la persona disabile dovrà ottenere il verbale della Legge 104, dove si attesta la condizione di handicap grave.

Una volta ottenuto il certificato che attesti le reali condizioni della persona affetta da disabilità, il familiare potrà fare richiesta per il permesso direttamente al datore di lavoro, aggiornando successivamente anche il portale dell’INPS, accedendo con le proprie credenziali ed andando nella sezione dedicata alla Legge 104.

La richiesta dei permessi varia a seconda di chi ha intenzione di godere dei permessi pagati, infatti cambia nel momento in cui viene effettuata dai genitori, dai familiari o dallo stessa persona affetta da disabilità. I referenti potranno accedere a questa misura solo se viene effettivamente fornita assistenza al disabile e chi ne farà un uso improprio potrà andare incontro a sanzioni molto pesanti.

Dal momento in cui il permesso viene accettato, il lavoratore ha tempo fino a 30 giorni per godere delle giornate retribuite.