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Rate non pagate, cosa si rischia davvero: non c’è da stare tranquilli

finanziamento
Rate non pagate – pixabay
Acquistare un elettrodomestico per la casa è sempre una bella sensazione, soprattutto se si tratta di un acquisto davvero utile in casa, come una lavatrice nuova o un’aspirapolvere di ultimo modello. Il problema arriva però al momento del pagamento, dato che non sempre le rate sono abbordabili come si crede.

Le rate ormai rappresentano una strategia di pagamento largamente usata e proposta addirittura all’interno dello stesso negozio, così da assicurarsi una maggiore spesa il cui costo andrà dilazionato per i mesi o gli anni a venire, ma cosa succede se non si riesce più a pagare una rata?

Pagare un elettrodomestico a rate

Acquistare un elettrodomestico nuovo ormai è sinonimo di finanziamento, viene proposto sia dai negozi che dagli e-commerce e riescono a far sembrare l’articolo quasi gratis, peccato però che il sogno si sgretoli nei mesi successivi, quando la rata si accumula a tutte le altre spese obbligate.

Un momento difficile può capitare a tutti, specialmente in questo periodo in cui la crisi economica ha colpito le famiglie con rincari sui generi alimentari, sui prodotti di prima necessità, medicinali, carburanti e soprattutto utenze di luce e gas.

Quando la situazione si fa critica però può capitare di saltare una rata, a quel punto il rischio è quello di finire nel registro dei cattivi pagatori e la finanziaria comincerà ad avviare le pratiche per riavere indietro la somma della rata.

rate non pagate
Elettrodomestici a rate – pixabay

Cosa può succedere se si salta una rata

Generalmente si comincia con un avviso di pagamento dopo circa 30 giorni dalla scadenza della rata, per poi proseguire con la risoluzione del contratto. L’obiettivo della finanziaria a questo punto riguarda solo il recupero dell’elettrodomestico o alla cifra della rata.

Fortunatamente, vista la situazione difficile che tante famiglie stanno vivendo e considerati i tassi di interesse generalmente alti, le finanziarie sono abbastanza pazienti con i clienti paganti e vanno spesso incontro alle loro richieste, posticipando le rate.

Il vero problema sopraggiunge quando si viene segnalati come cattivi pagatori al Crif, la Centrale Rischi Finanziari, società che gestisce la banca dati delle segnalazioni creditizie all’interno dei sistemi di informazioni creditizie.

Questa segnalazione non parte in automatico alla prima rata non pagata, ma essere inseriti nella lista può portare a disagi non indifferenti, soprattutto considerando che si rimane nel registro per un lasso di tempo variabile, che si allunga a seconda della gravità della situazione del debitore, partendo dai 6 mesi per arrivare fino ai 36 mesi.