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Paura delle truffe sul pellet? Segui questi consigli utili e non farti fregare

La stufa a pellet è ormai diventata uno dei sistemi di riscaldamento preferiti dagli italiani, tanto che la crescita della richiesta ha dato il via libera ai truffatori che vogliono derubare i cittadini attraverso annunci e mega offerte riguardanti proprio il combustibile tanto amato nel 2022.

L’Unione Nazionale dei Consumatori ha preso in mano la situazione dopo varie segnalazioni delle persone che si son viste rubare migliaia di euro che sarebbero stati destinati all’acquisto delle scorte di pellet per l’inverno. L’Unione, insieme alla polizia postale hanno fornito dei consigli molto utili da seguire.

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Evitare la truffa del pellet – solofinanza.it

Truffa del pellet, come evitarla

I truffatori stanno trovando terreno fertile per ingannare le persone, infatti per loro basta semplicemente creare delle inserzioni e degli annunci in cui si propone l’acquisto del pellet a prezzi più vantaggiosi di quelli attualmente presenti in commercio.

Il prezzo scontato viene garantito generalmente su un acquisto di svariati kg di combustibile, raggiungendo quindi una somma di denaro che parte dai 500 euro ma può tranquillamente superare i 1000 euro per ogni ordine.

I truffatori, una volta ricevuto il pagamento, scompaiono dalla circolazione, cambiando numeri ed account, così da poter derubare altre persone, rendendo allo stesso momento molto difficile il lavoro delle autorità che hanno difficoltà nell’individuare i nuovi annunci falsi.

Queste truffe avvengono quasi sempre sugli e-commerce che non godono di grandi controlli di sicurezza creando inserzioni per tutta Italia, nei market place dei social network (es: Marketplace di Facebook) ed anche nei gruppi Telegram dedicati proprio agli utilizzatori di stufe a pellet.

truffa pellet
Pellet – freepik

I consigli degli esperti

La Polizia postale ha fornito alcune indicazioni sulle verifiche da fare prima di trasferire il denaro nei conti degli sconosciuti, ecco i consigli principali:

  • verificare che sull’Agenzia delle Entrate compaia la partita IVA del rivenditore, cercando quindi una corrispondenza con un’azienda realmente esistente.
  • controllare che l’annuncio non sia già stato segnalato da altri membri
  • valutare il profilo del venditore esaminando i feedback ed il valore di gradimento

L’Unione Nazionale dei Consumatori ha aggiunto: “Fare acquisti partendo da annunci fantasmagorici che troviamo sui social non è mai una buona idea, specie se il prezzo di vendita del prodotto appare estremamente vantaggioso, troppo per essere vero. Altri indizi di una possibile truffa sono le contrattazioni su Whatsapp e richieste di pagamento anomale, pensiamo ad esempio alla ricarica di una carta prepagata. Ma ricordiamo che anche il bonifico non ci dà la certezza che il finto-venditore sia poi realmente rintracciabile”.